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Martedì 26 Settembre 2017 | 05:54

turismo

«Boom di stranieri
negli agriturismi»

Coldiretti: +16%. E la Regione accelera le procedure

 «Boom di stranieri negli agriturismi»

BARI «In Puglia la vacanza agrituristica targata 2017 segna un +16% di turisti stranieri prioritariamente statunitensi, seguiti da russi e vacanzieri dell’Europa orientale e dell’America latina. Il brand “Puglia” funziona e le aree rurali sono tra le mete favorite, grazie al buon cibo, alla tranquillità e alla bellezza del paesaggio caratterizzato da 60 milioni di ulivi monumentali, 231 prodotti riconosciuti tradizionali dal Mipaf, 8 prodotti dop e 29 vini doc, oltre a pregevoli masserie storiche, le più belle d’Italia». A sostenerlo è Gianni Cantele, presidente della Coldiretti, rimarcando che «in Puglia sono 450.000 le presenze annue registrate nelle aziende agrituristiche pugliesi, con un volume d’affari di 15 milioni di euro».

Prosegue il boom delle prenotazioni anche per gli agriturismi di «Campagna Amica», che registra, tra l’altro, la presenza stabile di turisti tedeschi, mentre è in leggero calo quella di nazionalità francese e belga. «Le prenotazioni si sono allungate oltre il mese di agosto - aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - segno che la Puglia è riuscita, anche grazie all’agriturismo, a destagionalizzare le presenze, attirando i turisti con il cibo, il paesaggio curato, l’offerta di attività ricreativa in azienda, come i corsi di cucina, le masserie didattiche. Le nostre masseria storiche sono predilette da gruppi familiari con bambini sotto i 10 anni perché possono giocare liberamente all’aria aperta, così come le strutture offrono ospitalità agli animali, rifiutati in molti alberghi». Il periodo di permanenza negli agriturismi - secondo Coldiretti - si è allungato dai 2/3 giorni del 2016 anche fino a 7 e 8 giorni per la bellezza de territorio, gli eventi e il buon cibo, leva trainante per il turismo pugliese, complice il bel tempo che ha caratterizzato anche i ponti di maggio e giugno.

Nel frattempo, la giunta regionale ha dato nei giorni scorsi il via alla nuova procedura amministrativa per il rilascio dei certificati agli operatori agrituristici, come da legge regionale n. 42 del 2013. «Una procedura snella che consente ai beneficiari di superare l’impasse vissuto da agosto 2016 e relativo alla gestione prima affidata alle Province», spiega l’assessore alle Risorse agroalimentari Leo Di Gioia dopo l’approvazione da parte della Giunta della deliberazione n. 704 del 16 maggio 2017, revocante la precedente del 2014, che individuava le Province tra i soggetti coinvolti nelle attività amministrative da svolgere in attuazione della legge.

«Il recente provvedimento si è reso necessario data la difficoltà delle Province a svolgere il coordinamento dell’attività istruttoria dei Comuni e a tenere gli elenchi degli operatori agrituristici – commenta di Gioia - difficoltà dovuta al depauperamento del personale provinciale per effetto della cosiddetta legge “Del Rio”, peraltro rimasta incompiuta. Si torna quindi alla gestione delle istanze degli operatori agrituristici da parte dei Comuni – spiega di Gioia - che devono svolgere pienamente il loro ruolo, così come indicato dalla norma. La Regione, da parte sua, sta già gestendo l’elenco degli operatori a livello centrale e ha già preso in carico tutti i procedimenti non ancora conclusi, al fine di superare il blocco determinatosi negli scorsi mesi. L’attività procede spedita e, ad oggi, sono stati rilasciati circa 30 certificati. Inoltre, i fascicoli rimasti inevasi nelle sedi provinciali dovranno pervenire ai Servizi territoriali regionali per una loro celere istruttoria».

Le funzioni di vigilanza e di controllo sul mantenimento dei requisiti soggettivi e oggettivi degli operatori in elenco restano, ad ogni modo, sempre in capo ai Comuni, i quali dovranno svolgere la necessaria istruttoria entro i termini previsti dalla legge regionale, trasferendone gli esiti alla Regione. «La novità introdotta dall’atto di Giunta – conclude - riguarda i poteri sostitutivi, in caso di inadempienza del Comune, che tornano in capo alla Regione: qualora l’amministrazione comunale non comunichi l’esito dell’istruttoria entro i termini stabiliti (60 giorni), il richiedente può rivolgersi direttamente ai servizi territoriali regionali competenti che devono dare risposta entro trenta giorni».

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