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Domenica 19 Novembre 2017 | 20:59

Il sindaco Decaro: «Ora querelo»

A Bari solidarietà e insulti on line
sugli aiuti ai 117 minori sbarcati

A Bari solidarietà e insulti on line sugli aiuti ai 117 minori sbarcati

FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Gli unici a restare sono i circa 117 minori non accompagnati. I ragazzini e gli adolescenti, soli e senza alcun familiare, che adesso saranno presi in carico dalla rete dell’accoglienza. Tutti gli adulti invece – alcuni anche con figli al seguito - hanno già lasciato la città. L’ultimo gruppo è partito nel tardo pomeriggio di ieri a bordo di un pullman diretto in Lombardia, ultima tappa della ridistribuzione già avvenuta nei vari centri d’accoglienza delle regioni Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Liguria e Piemonte. In poco più di 24 ore si sono così concluse a Bari le operazioni d’accoglienza e di identificazione dei 643 migranti, molti dei quali provenienti dall’Africa subsahariana, sbarcati sabato mattina nel porto a bordo della nave Hms Echo della Marina britannica.

Di questi circa un centinaio ha trascorso la notte in città nel Centro polifunzionale della Polizia di Stato al quartiere San Paolo, con pasti caldi assicurati dal Comune per dare una mano alla macchina organizzativa di Prefettura e Questura. Nessuno degli adulti è stato trasferito in un centro d’accoglienza di Bari e della Puglia; a preoccupare adesso è invece il numero, sottostimato alla vigilia e ancora tutto da confermare, dei minori arrivati senza un genitore. Ventuno, 19 maschi 2 femmine, sono stati già sistemati nelle comunità di Bari e dintorni e in alcuni casi anche nel circuito Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ai cui bandi aderiscono molti Comuni italiani), mentre gli altri sono stati affidati temporaneamente alle strutture dedicate della Prefettura in attesa che altri Comuni del Barese e della regione diano la propria disponibilità in base ai posti letto liberi e al numero di ospiti già accolti in occasione di precedenti sbarchi.

Proprio ai piccoli migranti di questa ennesima emergenza umanitaria va il pensiero dei tantissimi baresi che anche ieri mattina si sono presentati spontaneamente al Comune per lasciare viveri, beni di prima necessità e abiti. In una vera e propria gara di solidarietà. Dopo le circa 1.250 donazioni di sabato, ieri ne se sono aggiunte altre 800 nonostante una città praticamente semivuota per il fine settimana. Contributi di anziani, nonne, mamme, coniugi e ragazzi giunti alla spicciolata nell’androne di Palazzo di Città con pacchi e buste.

«Abbiamo raggiunto un dato straordinario. Sono scene che mi hanno ricordato il grande cuore dei baresi nell’agosto del 1991 per lo sbarco degli albanesi dalla nave Vlora» commenta Vito Leccese, allora assessore all’Igiene della giunta Dalfino e oggi capo di gabinetto del sindaco Pd Antonio Decaro.

Tutta la merce raccolta è stata sistemata davanti alla scalinata comunale e nelle prossime ore, cessate ormai le esigenze, sarà catalogata e distribuita ai dormitori e alle strutture caritatevoli della città per aiutare i baresi più indigenti. E proprio sull’indigenza, in una sorta di guerra tra poveri, non si placano i commenti beceri e volgari sulla pagina Facebook del sindaco Decaro, «reo» secondo gli odiatori da tastiera, di aiutare gli stranieri e poco gli italiani. Per alcuni commenti il primo cittadino, e presidente nazionale dell’Anci, ha già preannunciato di procedere con querela. La pesante accusa, mossa in un commento, è quella di arricchirsi in occasione di queste emergenze.

Per gli altri, invece, Decaro ha scelto un nuovo post sulla sua pagina social: «Qualcuno mi dice che chiedendo aiuto ai baresi per i vestiti e il cibo ai migranti sbarcati al porto, ho perso un sacco di voti. Mentre scrivevo il post confesso di averci pensato. Poi mi sono detto: meglio perdere le elezioni che l’umanità». Arrivano altri commenti al veleno, ma anche attestati di solidarietà. Come quello di Francesco: «Sindaco, chi dice che hai perso voti, probabilmente ha perso il cervello già un po’ di tempo fa».

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