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Giovedì 23 Novembre 2017 | 21:37

Modifica della Giunta regionale

Depuratore Manduria
non ci sarà scarico in mare
«I reflui per l'agricoltura»

Manifestazione a Manduria  contro il depuratore«No a ipotesi di scarico in mare»

TARANTO - La Giunta regionale pugliese ha disposto la modifica del recapito finale dell’impianto di depurazione consortile di Sava-Manduria come previsto dal vigente Piano di Tutela delle Acque, modificandolo da «mare, mediante condotta sottomarina» a «suolo (trincee disperdenti, in solco naturale), più riuso», con il cambiamento dei limiti tabellari.

Non c'è più l’ipotesi di scarico emergenziale in mare dei reflui, che aveva provocato le proteste della popolazione. Della questione si è più volte interessata anche Romina Power, che ha scelto quella zona, a ridosso della Riserva naturale, tra le mete delle sue vacanze estive. Contro lo scarico a mare del depuratore hanno protestato Comitati di cittadini e anche sindaci della zona.

Il depuratore - annuncia la Regione - utilizzerà «un sistema integrato di riutilizzo agricolo e ambientale dei reflui trattati, che saranno in «tabella 4», attraverso la costruzione di condotte dall’impianto alla rete irrigua del consorzio dell’Arneo e con due diversi bacini di accumulo delle acque trattate, da attivare in successione tra loro, con il complementare scarico del troppo pieno sul suolo e lo scarico di servizio/soccorso in solco naturale».

«Risolviamo così - spiega il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - l’annosa questione dello scarico del depuratore di Sava-Manduria, non costruendo la condotta in mare e procedendo al riuso delle acque per usi agricoli e civili evitando sprechi e possibili inquinamenti e dando una mano a ridurre il prelievo dai pozzi e la salinizzazione della falda in un periodo storico in cui la desertificazione è il vero pericolo da affrontare anche alle nostre latitudini».

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