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Lunedì 20 Novembre 2017 | 08:45

«NON aveva lavato i piatti»

Donna morta dopo aggressione
compagno romeno resta in cella

Donna morta dopo aggressione compagno romeno resta in cella

BARI - Resta in carcere con l’accusa di maltrattamenti e morte come conseguenza di altro reato il 44enne romeno Marian Sima, in carcere da sabato scorso con l’accusa di aver provocato il decesso della compagna Anita Betata Rzepecka, 30enne polacca.

L’uomo era stato fermato dai Carabinieri su disposizione della magistratura barese per il reato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Stando alla ricostruzione fatta dagli investigatori, il 44enne avrebbe schiaffeggiato la donna facendola cadere e battere la testa per poi abbandonarla per ore in stato di incoscienza e agonia.

Quando Anita è stata soccorsa dagli operatori del 118 per lei era ormai troppo tardi. È stata sottoposta ad intervento chirurgico nell’ospedale Di Venere di Carbonara ma è morta poco dopo. Dopo l’interrogatorio in carcere, il gip ha convalidato il fermo e ha emesso misura cautelare riqualificando però l’accusa da omicidio in maltrattamenti e morte come conseguenza degli stessi.

Intanto il pm che coordina le indagini ha conferito al medico legale Antonio De Donno l’incarico per l’autopsia che accerterà l'esatta causa della morte e consentirà, anche attraverso l’analisi delle numerose lesioni trovate sul corpo della vittima, alcune datate nel tempo, di ricostruire gli ultimi due anni di presunte violenze sulla donna da parte del compagno convivente.

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