Lunedì 20 Agosto 2018 | 11:26

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Xylella, minacce ai giornalisti
Piante restano sequestrate

ulivo secco, xylella

Il Tar del Lazio, decidendo sui ricorsi dei proprietari di uliveti del Salento contro l'abbattimento degli alberi nell’ambito della gestione
dell’emergenza xylella, si è espresso disponendo «la rimessione  alla Corte di Giustizia dell’Unione europea delle questioni  pregiudiziali affrontate nella motivazione dell’ordinanza" depositata oggi.

Il Tribunale ha sospeso i giudizi in corso: resta quindi in vigore l’ordinanza di sospensione dei tagli emessa in fase cautelare per gli ulivi sani che si trovano nel raggio di 100 metri rispetto a quelli infetti.  Il Tar, si legge nel provvedimento, «condivide i dubbi avanzati dagli odierni ricorrenti in ordine alla conformità della Decisione di esecuzione alle richiamate fonti di diritto europeo». I ricorsi in questione sono stati formulati dagli avvocati Giovanni Pesce e Alterio Mariano. La decisione di esecuzione del 18 maggio scorso è la misura comunitaria che fa da fondamento al decreto ministeriale successivo e ai piani di intervento anti-xylella redatti dall’ex commissario straordinario Giuseppe Silletti.

Viene richiesto alla Corte di Giustizia europea del Lussemburgo, tra l’altro, di valutare se i principi di "adeguatezza e proporzionalità ostino all’applicazione della decisione di esecuzione» che sarebbe secondo i giudici italiani "lacunosa nella motivazione non contenendo una qualsivoglia indicazione in ordine all’avvenuta valutazione, da parte della Commissione, della necessaria proporzione tra gli interventi imposti e l’impatto ambientale, paesaggistico, economico- sociale e culturale che tali interventi avrebbero comportano nel territorio». E’ stata inoltre sottolineata «l'assenza di analisi scientifiche a riprova della patogenicità del batterio», cioè la mancanza di dati certi sull'effettiva responsabilità della Xylella nel determinare il disseccamento degli ulivi.

NO AL RIESAME, SI' AGLI ATTI - Gli ulivi destinati all'abbattimento restano sotto sequestro anche per rinuncia da parte dei due legali che avevano presentato ricorso al Riesame di Lecce, per conto di una ricercatrice del Cnr Puglia e di un componente dell’osservatorio fitosanitario regionale. Una decisione dettata dalla (sola) necessità di acquisire copia degli atti di indagine. Ad essere stato impugnata era l’ordinanza con cui il gip Alcide Maritati aveva convalidato il decreto di sequestro preventivo urgente dei pm di Lecce, Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci che indagano per inquinamento ambientale, diffusione di una malattia delle piante, falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, falso ideologico, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali. Sono dieci le persone coinvolte, tra cui anche l’ex commissario straordinario per l’emergenza Xylella, Giuseppe Silletti.

FNSI SU MINACCE AI GIORNALISTI - Intanto, la Federazione nazionale della stampa italiana è al fianco dei colleghi del 'Quotidiano di Puglià e della 'Gazzetta del Mezzogiornò minacciati e diffamati sui social network per via del lavoro svolto nella vicenda della diffusione della Xylella in Salento». Lo affermano in una nota il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.

 «Esortiamo i colleghi - proseguono Lorusso e Giulietti - ad intensificare i loro sforzi per far luce su una questione così importante per il loro territorio, senza lasciarsi intimidire dalla violenza di improvvisati scienziati e 'leoni da tastierà che spesso si agitano nell’ombra dell’anonimato consentito dai social network. Il rispetto della verità e il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati sono i pilastri del buon giornalismo e non saranno certo le minacce e le intimidazioni a fermare la diffusione delle notizie»

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