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Martedì 24 Ottobre 2017 | 02:23

Brutale scoperta

Brindisi, al cimitero
gattino ucciso a calci

tre mici

BRINDISI - La cattiveria umana, talvolta, non ha limiti e si accanisce anche contro una povera bestiola indifesa. A conferma di ciò, giovedì mattina all’interno del cimitero comunale di Brindisi (dove da tempo risiede una colonia felina censita di cui si occupa Antonella Brunetti, delegata Guardia dell'Ambiente) è stato trovato un gattino ucciso a calci da ignoti.

«Da quasi un anno - racconta la stessa animalista - il servizio veterinario dell’Asl ha avviato la campagna di sterilizzazione ma, nonostante ciò, qualche micetto è venuto alla luce: alcuni sono deceduti per patologie che colpiscono i piccoli con sistema immunitario più debole o a causa di gravi infestazioni parassitarie, come già documentato da alcune indagini autoptiche e referti veterinari inoltrati al Comune, rispetto alle quali peraltro non c'è stato alcun riscontro o interesse».

Tornando alla brutalità commessa, è accaduto che «verso le 11.30 di giovedì - prosegue la Brunetti - la direzione cimiteriale ha segnalato la presenza di alcuni gattini che versavano in condizioni disperate. Quando mi sono recata sul posto ho visto una scena raccapricciante: un gattino a terra in una pozza di sangue e col muso tumefatto, e altri tre che mi correvano incontro. Era solo un gattino di un mese che forse avrà cercato di avvicinarsi a qualcuno ed è stato brutalmente percosso. Dopo le prime cure, i gattini sono stati condotti al comando di Polizia municipale, ma gli agenti in servizio hanno richiesto l'intervento del dirigente dell'area A dell’Asl, che ha confermato quanto sopra esposto. Gli agenti si sono attivati così nella ricerca di una collocazione e, senza nemmeno prestare conforto, l'invito è stato quello di uscire fuori con i gattini». «Al contrario - prosegue - gli agenti avrebbero dovuto interessare il settore comunale preposto. Sono dieci anni che solleviamo il Comune da un problema di carattere ordinario e ancora irrisolto; la sede dell'associazione è sistematicamente piena di animali, così come le abitazioni private dei singoli volontari che si riempiono di gatti in difficoltà. Gatti per i quali il Comune, unico responsabile, avrebbe dovuto garantire un servizio, come già esistente in altre vicine realtà».

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