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Giovedì 23 Novembre 2017 | 04:17

il problema

La sagra del pesce fritto
vittima del decreto sicurezza

Cancellata, dopo dieci anni, la fiera di fine luglio a Santo Spirito

sagra a santo spirito

di ANTONELLA FANIZZI

BARI - Fra tre settimane avrebbe spento 11 candeline e sarebbe tornato, dopo due anni, nella sua sede storica, e cioé la zona del mercatino dei pescatori. Ma l’appuntamento goloso dell’estate nella ex frazione marinara di Bari, almeno per il momento, è cancellato. La circolare Gabrielli, che inasprisce le misure in materia di sicurezza, fa la sua prima vittima: la sagra del pesce fritto. La festa in programma il 28, il 29 e il 30 luglio è stata annullata.

Il ministero degli Interni riscrive le regole, di sicuro molto più restrittive delle precedenti, per la gestione degli eventi pubblici, distinguendo tra safety (responsabilità di Comune, vigili del fuoco, polizia municipale, prefettura e organizzatori) e security (compito esclusivo delle forze dell'ordine). Il problema è però l’aumento dei costi: se la manifestazione è a pagamento, questa maggiorazione si scarica sul biglietto, se invece si tratta di un evento gratuito, l’incremento cade sull’organizzatore e di riflesso sul Comune, che non ha risorse a disposizione per sagre, processioni e piccole manifestazioni in generale.

Persino il tenace Oronzo Campobasso, presidente del Comitato sagre, si è visto costretto a fare marcia indietro: «Non abbiamo la forza economica per adeguarci alle prescrizioni imposte dal Viminale. Il sogno di portare avanti quella che è diventata una tradizione per il nostro territorio si è arenata di fronte alle autorizzazioni per l’occupazione di suolo pubblico e per gli spettacoli con il palco. Il progetto, che deve essere redatto da un ingegnere, deve tener conto del nuovo regolamento sui varchi di accesso e sulle barriere antisfondamento. L’onorario si aggira sui 1.500 euro. Un importo elevato che il Comitato, insieme all’Associazione marinai Santo Spirito e al comitato Il lungomare che vorrei, partner dell’iniziativa, non è in grado di sostenere».

L’aiuto degli sponsor privati è poca cosa di fronte a un impegno di spesa divenuto, all’improvviso, insostenibile. Però rinunciare al concerto significherebbe sminuire il valore della sagra. Nelle passate edizioni, sul palco di Santo Spirito sono saliti cantanti noti al grande pubblico come Spagna, Fausto Leali, Rita Forte e Luisa Corna, le cui esibizioni furono offerte dalla ex Provincia.

Quest’anno la serata del venerdì sarebbe stata gestita da un gruppo di giovani dj che da Pasqua in poi, ogni domenica pomeriggio, ha fatto ballare sul molo i coetanei del quartiere.

È amareggiata anche l’avvocato Rosa Petruzzelli, portavoce del comitato Il lungomare che vorrei: «Così si dissacra la tradizione. Troppe regole nuove tutte insieme senza tener conto della diversità di situazioni, di contesti e pure di fondi. Il rischio è che queste prescrizioni, a cui comunque dobbiamo adeguarci, riducano in brandelli le feste della tradizione popolare. Ma la paura, inclusa quella del terrorismo, si combatte sfidandola. Prendiamo atto della legge che non possiamo non rispettare, ma attendiamo fiduciosi qualche correttivo per rendere possibile un piccolo evento a titolo gratuito. Non è il concerto di Vasco Rossi».

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Commenti all'articolo

  • rossini

    10 Luglio 2017 - 13:01

    Anche di questo dobbiamo dire grazie ai migranti che ci hanno invaso e che presidiano il territorio. Per colpa loro abbiamo paura del terrorismo.

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