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Venerdì 17 Novembre 2017 | 18:22

la denuncia

Poliambulatorio di Modugno
scarafaggi tra i giocattoli
e nessuno sembra curarsene

poliambulatorio Modugno

di LEO MAGGIO

MODUGNO - Blatte nei corridoi e tra i giochi dei bambini, locali angusti ed insalubri, impianti di climatizzazione non funzionanti. Siamo nell’unità territoriale della Asl di zona, in via Piave a Modugno, dove i locali dell’ex ospedale accolgono da diversi anni il dipartimento di neuropsichiatria infantile, l’ambulatorio di riabilitazione per adulti, la guardia medica e il servizio 118.

I locali si trovano al piano seminterrato del complesso, nelle stesse stanze che ai tempi del vecchio ospedale ospitavano il servizio di radiologia. E tra alcuni degli operatori in servizio serpeggia anche il dubbio che nessuna indagine ambientale abbia definitivamente escluso i rischi di possibili contaminazioni.

Nei corridoi la luce è scarsa, specialmente nella sala d’attesa che accoglie adulti e bambini. Dalle finestre chiuse della vecchia struttura si scorge il terreno del cortile della Residenza per Anziani San Raffaele, mentre larve ed escrementi d’insetti insediano la rete delle zanzariere che però impedisce a stento l’ingresso nelle stanze di blatte e formiche.

«Nella scatola dei giochi abbiamo trovato uno scarafaggio - denuncia una mamma -. Frequentiamo questo centro da circa sei mesi e purtroppo devo constatare che i bambini devono convivere con il degrado e la fatiscenza». Sono tanti, infatti, i genitori che, insieme ai loro figli, quotidianamente varcano le soglie della struttura per terapie di logopedia e psicomotricità. «Quante volte abbiamo aperto i tappetini per fare gli esercizi ginnici e vi abbiamo trovato uno scarafaggio schiacciato - incalza una operatrice . Ospitiamo bambini dai due anni di età all’adolescenza ma questa struttura non è in grado di offrire loro un ambiente sano e dignitoso».

Sulle pareti e sulle porte delle stanze, i disegni dei bimbi danno un’idea di normalità ma è nelle parole di chi varca ogni giorno quei cancelli che si scorge l’amarezza di chi si sente dimenticato. «Non è una questione di pulizia o di disinfestazione - rimarcano in coro una mamma e una operatrice sanitaria -, è proprio il luogo malsano».

La denuncia è stata più volte ripresa dal dirigente medico Paolo Giannini, neurologo, responsabile dell’Unità multidisciplinare per l’integrazione scolastica Uos Npia-Bari Nord del Dipartimento di salute mentale Ambito sociale 10. «Da tempo denunciamo l’inadeguatezza, l’invivibilità e l’assenza del minimo indispensabile delle condizioni igienico-sanitarie dei luoghi destinati all’assistenza di minori e adulti nei quali operiamo - tuona Giannini -. Nonostante le periodiche disinfestazioni, siamo quotidianamente infestati dalle blatte». Le denunce del medico si sono ripetute nel tempo, indirizzate alla direzione del Distretto, ai vertici della Asl e all’Ufficio Igiene. Sbotta: «La situazione peggiora ogni giorno». L’Sos: «Si invitano le direzioni di riferimento a individuare locali idonei sia negli spazi sia nelle condizioni igienico-sanitarie minime, dignitose del rispetto degli utenti e degli operatori».

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