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Venerdì 15 Dicembre 2017 | 05:46

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Discariche, emergenza Salento
in sei mesi sequestri triplicati

Già 17 ettari di terreni sotto chiave nel 2017 rispetto ai cinque dell'intero 2016

discariche abusive, il NOE

LECCE - Nei primi sei mesi del 2017 i sequestri di discariche abusive superano di tre volte quelli eseguiti in tutto il 2016. È quanto emerge dai dati degli ultimi 18 mesi di attività dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce, ai quali sono da aggiungere quelli relativi ai sequestri eseguiti da altre forze dell’ordine. Analizzando geograficamente i dati, emerge chiaramente come il Sud Salento sia il territorio maggiormente caratterizzato dalla presenza di terreni adibiti abusivamente a discariche.

Nel 2016, i militari del Noe, diretti dal tenente colonnello Nicola Candido, in provincia di Lecce hanno apposto i sigilli a sette discariche abusive, per un totale di quasi cinque ettari.

Il caso più grave è quello di Tricase, in località «Matine»: quasi tre ettari di terreno nel quale erano state livellate ampie depressioni tramite lo spargimento di rifiuti provenienti da demolizioni edili. A Otranto e a San Donato, poi, sono state messe sotto sigilli due aree ampie mille metri quadrati l’una. Altri quattro sequestri a Castrignano del Capo e a Gagliano del Capo: due nel primo Comune, per un totale di 8mila metri quadrati, e altri due nel secondo, per 10mila metri quadrati.

Invece, nei primi sei mesi dell’anno in corso, l’estensione dei terreni sequestrati dai carabinieri del Noe ammonta già a 17 ettari. La maglia nera spetta a Gallipoli: nella zona industriale della Città Bella, circa quattro mesi fa è stata sequestrata un’area di circa 94mila metri quadrati trasformata in discarica abusiva. Nella zona, parzialmente recintata, erano stati depositati rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi: inerti da demolizioni edili, calcestruzzo, tettoie in cemento-amianto, imballaggi in plastica, ingombranti, terre e rocce da scavo, scarti di lavorazioni stradali e di guaine bituminose, sanitari, fusti di palmizi, sfalci di potatura, pneumatici fuori uso, vetro, apparecchiature elettriche ed elettroniche. I rifiuti erano stati spianati con mezzi meccanici, mentre in alcuni punti il livello del materiale depositato superava i quattro metri di altezza.

Solo a Sannicola, poi, nella prima metà del 2017 sono state sequestrate altre tre discariche, per un totale di oltre cinque ettari di terreno. Altre due aree sono state poste sotto sigilli a Nardò (9mila metri quadrati), una a Collepasso (mezzo ettaro) e un’altra a Galatone (7mila metri quadrati).

Insomma, il fenomeno dell’abbandono selvaggio di rifiuti resta un’emergenza. Ma il numero dei sequestri dimostra anche che l’azione di repressione del Noe e delle forze dell’ordine diventa sempre più incisiva.

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