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Martedì 24 Ottobre 2017 | 06:06

un vademecum

Via da Gallipoli
i turisti scostumati

Decoro, sicurezza e rispetto: niente «case-pollaio» e stop agli schiamazzi. Chi infrange le norme finisce fuori

spiaggia di Gallipoli

di GIUSEPPE ALBAHARI

GALLIPOLI - La città accoglie tutti. Come è giusto che sia. Attenzione però: da ora in poi, chi disattende le regole di convivenza civile, può essere di fatto «espulso» da Gallipoli. Lo prevede, nero su bianco, il «vademecum» predisposto dall’amministrazione comunale e basato su tre parole-chiave: decoro, sicurezza pubblica e rispetto delle regole. Una sorta di galateo dell’ospite, che le strutture ricettive di qualsiasi genere, dai B&b ai residence e agli alloggi privati, dovranno esporre sulla porta all’interno di ogni camera.

Se ne era parlato nel corso dell’incontro tra il sindaco Stefano Minerva e la delegazione di residenti alla Baia Verde, in passato notoriamente penalizzati dagli schiamazzi pomeridiani e notturni conseguenti a sovraffollate affittanze stagionali. Su tale versante, è sempre vigente l’ordinanza che impone un rapporto tra superficie utile e capacità ricettiva delle abitazioni private.

Circa i rumori, invece, il regolamento recita testualmente: «Si abbia la cortesia di evitare schiamazzi o rumori molesti di ogni genere, in particolare modo nelle ore pomeridiane e notturne, per consentire ad altri ospiti o abitanti del vicinato di potere usufruire del giusto riposo. In caso di reiterata inosservanza, in particolar modo di questa regola, si può incorrere in una rescissione del contratto di servizio».

Inoltre, sono raccomandate: attenzione per evitare sprechi di acqua ed energia elettrica, cura nell’utilizzo di ambienti e suppellettili, osservanza delle norme sul conferimento dei rifiuti evitando abbandoni per strada. Alla sfera della cortesia e del rispetto della privacy dei vicini, infine, si rifà anche la regola che spiega le condizioni in cui si devono svolgere gli incontri con familiari o amici.

Insomma, normali regole di buona educazione che forse in passato non sarebbe stato necessario mettere nero su bianco. Ma, per dirla con Chaplin, sono i tempi moderni.

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