Cerca

Venerdì 18 Agosto 2017 | 20:03

Indagini della Polizia

Brindisi, 50enne arrestato
per stalking all'ex compagno

Dopo quattro mesi di molestie e minacce: ha tentato di dare fuoco alla porta di casa

Brindisi, 50enne arrestatoper stalking all'ex compagno

Antonio Portolano

Brindisi - Dalla relazione sentimentale, ad un incubo durato circa quattro mesi, culminato con l'arresto del 50enne brindisino S.C. per stalking nei confronti del suo ex compagno. A mettere fine ad una lunga serie di minacce, violenze e persino tentativi di estorsione sono stati gli investigatori della Squadra Mobile, guidati dal vice questore Antonio Sfameni dopo l’ultima denuncia della vittima delle persecuzioni. Il culmine di questo processo di stalking viene raggiunto il 23 giugno scorso quando la vittima scampa ad un imminente incendio dell’ingresso di casa solo perchè avvisato dal suo cane che fiuta qualcuno dietro l’uscio e sveglia il padrone.

La vittima apre la porta e si ritrova di fronte proprio il 50enne con dei guanti calzati ed una bottiglia di plastica contenente liquido di colore verde (presumibilmente liquido infiammabile). Solo alla vista della persona offesa l’uomo si è dato alla fuga. Da qui la nuova denuncia alla Polizia. La serie di episodi subiti e denunciati nel tempo dalla vittima, sono stati giudicati gravissimi dal gip Tea Verderosa che ha condiviso la tesi del pubblico ministero Francesco Carluccio emettendo un ordine di carcerazione per i reati di atti persecutori aggravati, tentata estorsione e danneggiamento seguito da pericolo di incendio. Il rapporto tra i due era iniziato nell’estate 2016 quando entrambi, adulti e consenzienti, hanno intrapreso una relazione sentimentale.

Tutto sembra procedere bene, ma nel febbraio 2017 la storia tra i due giunge ad un apparente epilogo consensuale. Poco dopo però, il 50enne comincia a tenere nei confronti dell’altro un atteggiamento caratterizzato da continue molestie e minacce (anche tramite messaggistica) che, nel tempo, diventano vere e proprie aggressioni tanto fisiche che verbali. Gli episodi si susseguono tanto da divenire ormai insopportabili. La vittima denuncia quelle vessazioni anche perché il suo aguzzino pretende senza motivo una somma di danaro pari a 1.400 euro che poi diventano 10.000 euro. Gli atti persecutori continuano a marzo, aprile, maggio e giugno, fino al 23. La vittima è costretta a cambiare abitudini di vita. Le pesanti e gravi minacce, alcune delle quali a mezzo di coltello o mazza da baseball, diventano fonte di grave disagio e ingenerano nella vittima un forte stato d’ansia ad un punto che, per alcuni giorni, lasciare casa trasferendosi altrove.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione