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Venerdì 24 Novembre 2017 | 03:11

Comune-società si apre spiraglio per dialogare?

Ma tra freddezze e dubbi si rischia di disperdere la passione dei tifosi

Stadio San Nicola ai privati ma con lo sponsor nel nome

BARI - Il giorno dopo la guerra dei comunicati sullo stadio San Nicola, in città, si respira un’aria di calma apparente. Il presidente Cosmo Giancaspro è fuori Bari. Dalla società fanno sapere che “nel comunicato non c’è una virgola che parli di sgarbo nei confronti dell’Amministrazione comunale”. E viene ribadita la volontà di “non avere pretese” ma “solo risposte e un confronto su precisi riferimenti legislativi”.

Dall’altra parte il sindaco, Antonio Decaro, non vuole aggiungere altro a quanto scritto nella nota di risposta: «Io sono il primo cittadino e non mi offendo. La porta è sempre aperta, col Bari come con tutti. La documentazione presentata non è esaustiva, va completata. Appena arriverà la porteremo in Consiglio comunale».

La porta sembra comunque aperta. E un passo importante verso la chiarezza e la ripresa del dialogo potrebbe rivelarsi l’iniziativa del vice presidente della Commissione sport del Comune, Filippo Melchiorre. L’esponente politico proporrà lunedì ai colleghi della Commissione di ascoltare il sindaco e il presidente del Bari calcio «per fare spazio agli interessi della collettività». Scrive Melchiorre in una nota: «Condivido l’ultima presa di posizione del sindaco Decaro che non lascia margini di spazio a chi non rispetta le regole e la legge. Va anche detto, però, che parte di quello che è avvenuto è stato causato dall’inerzia della sua amministrazione nel non definire a priori ogni aspetto giuridico nella relazione tra Comune e società. Occorre poi che il presidente Giancaspro produca atti completi alla Pubblica amministrazione e rispetti le regole e le sue pendenze tributarie».

Nella vicenda interviene anche il consigliere Fabio Romito: «Ho sottoposto da molto tempo e in diverse interrogazioni la questione relativa alla concessione del San Nicola, alla scandalosa clausola che prevedeva il pagamento di tutti i lavori eseguiti dalla società se non si fosse arrivato alla concessione definitiva (i 2 milioni che rivendica oggi Giancaspro anche per lavori eseguiti nell’epoca Paparesta), alla concessione di aeree contigue al San Nicola senza procedure di evidenza pubblica. Per quanto di mia competenza chiederò nelle prossime ore di avere contezza di tutte le certificazioni che il San Nicola deve possedere per garantire la sicurezza dei tifosi, come già fatto l’anno scorso, oltre che tutta la documentazione relativa ai presunti crediti che la società avanza nei confronti del Comunei Bari».

Ma i problemi sono due. Uno legato alla ristrutturazione dello stadio che ha bisogno di tempi più lunghi e di modalità più complesse. L’altro alla gestione dell’impianto in vista dell’inizio del prossimo campionato, da risolvere entro la fine del mese. Spiega Decaro: «Le condizioni della gestione sono sempre le stesse. Non possiamo, ad ogni cambio di proprietà, ridiscuterle. E gli oneri della manutenzione straordinaria vengono scomputati dal fitto».

Insomma nella infinita partita a scacchi, tra improvvise aperture e altrettanto repentine chiusure, c’è sempre qualche spiraglio per una eventuale trattativa. Anche se l’aspetto singolare è un altro: Bari calcio e Comune hanno l’identica volontà per risolvere la questione, ma non riescono a trovare un accordo. I tempi per un’intesa, peraltro, sono ormai strettissimi. Entro mercoledì la questione dovrà trovare uno sbocco, in un senso o nell’altro. Perché venerdì il Bari dovrà completare l’iscrizione al prossimo campionato inserendo l’impianto di riferimento. Da giorni l’amministrazione comunale di Benevento ha rilasciato la disponibilità ad ospitare i galletti. Così come si valutano soluzioni più vicine, ma Barletta non è un’ipotesi praticabile ed Andria richiederebbe una deroga della Lega, nonché un’attenta verifica delle condizioni del manto erboso. Senza dimenticare che l’attuale stallo rende impossibile l’avvio della campagna abbonamenti che non potrebbe a conti fatti essere varata in caso di distacco dal San Nicola.

Freddezze, dubbi, qualche strumentalizzazione di troppo corrono il rischio di far perdere la passione e la fiducia ai tifosi biancorossi. Portare la squadra di calcio lontano dalla sua città sarebbe una coltellata ferale al cuore già sofferente di un popolo reduce da anni di umiliazioni. Prima di inasprire la spaccatura, forse sarebbe il caso che tutti riflettano su ciò che conta davvero: il bene dei baresi.

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