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Bloccato il trasferimento

La sezione lavoro resta a Bari
Avvocati pronti ad autotassarsi

I legali sarebbero pronti ad anticipare 20mila euro che servono per lavori di adattamento di alcune aule per arginare i disagi

La sezione lavoro resta a BariAvvocati pronti ad autotassarsi

GIOVANNI LONGO

«È stata individuata una soluzione tampone grazie alla collaborazione di tutti, magistrati e avvocati, ma il problema degli spazi da destinare agli uffici giudiziari restano e devono essere risolti». Il presidente del Tribunale di Bari Domenico De Facendis non si spinge oltre. Quanto basta per confermare che sì, l’ipotesi trasferimento della sezione Lavoro nella sede della ex sezione distaccata di Modugno è ormai tramontata. E per ribadire che la Giustizia continua a cercare case.

Il «cauto ottimismo» di cui aveva parlato nei giorni scorsi il commissario straordinario dell’Ordine degli avvocati di Bari Antonio Giorgino si è tradotto in termini concreti: la tanto contestata ipotesi trasferimento a Modugno è stata accantonata, anche se, a monte, il problema degli spazi resta. E non si esclude che in futuro la sede nel Comune alle porte di Bari possa essere comunque destinata per altri uffici giudiziari.

«Siamo compiaciuti che la questione si sia risolta - fa sapere l’avvocato Giorgino -. Senza l’accordo di tutte le componenti della giurisdizione, tra le quali l’avvocatura che rappresento, da sempre disponibile, non sarebbe stato possibile». Ordine a parte, gli avvocati si sono persino costituiti in Comitato per dire «no» al trasferimento con i portavoce avvocati Gianni Di Cagno e Serena Triggiani. Tutte le sigle dell’avvocatura hanno espresso compatte la loro contrarietà all’ipotesi.

Al centro del dibattito, i legali hanno posto anzitutto l’interesse dei cittadini all’accesso al servizio giustizia, specie in un processo come quello del lavoro, orale, in cui per ogni causa è richiesta la presenza di parti, testimoni, consulenti. Separare poi il primo grado dalla sezione Lavoro della corte d’Appello, solo per dirne un’altra, avrebbe comportato moltissimi disagi e disservizi.

Ma un piccolo prezzo gli avvocati potrebbero pagarlo. Anche in termini economici. Sarebbero necessari circa 20mila euro per effettuare dei lavori nel vecchio edificio di piazza De Nicola per ricavare gli spazi necessari ad ospitare aule e stanze. C’è da smaltire ciò che resta dei fascicoli delle ex sezione distaccate, trattatati al momento a Modugno dove, a quanto pare, potrebbero essere trasferiti una parte degli archivi dall’edificio nel cuore del quartiere Libertà.

A pagare i lavori, ovviamente sarà il ministero. Ma i tempi della burocrazia sono noti e i legali hanno dato la loro disponibilità ad anticipare le somme necessarie. Più nel dettaglio, ma al momento si tratta solo di indiscrezioni, gli spazi saranno recuperati dividendo alcune aule in due, sia al primo piano dove c’è la Sezione Lavoro, sia al quarto dove alcune aule della corte d’Appello, molto grandi, sono sottoutilizzate. Con dei tramezzi gli spazi potrebbero raddoppiare. Nel verbale redatto al termine dell’ultima riunione della Conferenza permanente per il funzionamento degli uffici giudiziari, presieduta dal presidente facente funzioni della Corte d’Appello Egiziano Di Leo, si fa espresso riferimento alla necessità di effettuare dei lavori nel palazzo di Giustizia di piazza De Nicola per ricavare aule e stanze.

Oltre 55mila fascicoli pendenti, 23.404 quelli sopraggiunti nell’ultimo anno, 35.263 quelli definiti da una sezione tra le più produttive. Questi i numeri della sezione Lavoro (14 i magistrati in servizio più il personale amministrativo) che resterà, dunque, dov’è. Ancora da smaltire, entro il 2018, 1.600 fascicoli civili provenienti da tre ex sezioni distaccate del Tribunale (Modugno, Acquaviva e Bitonto). Ci lavorano attualmente tre magistrati togati, quattro onorari, un dirigente amministrativo, due cancellieri, due assistenti e un commesso. Udienza tre volte alla settimana.

Dopo la mobilitazione dell’avvocatura, si era mossa anche la politica, prima al livello locale con i consiglieri di centrodestra Giuseppe Carrieri, Filippo Melchiorre, Michele Picaro e Fabio Romito, e poi al livello nazionale con il sottosegretario al lavoro Massimo Cassano che aveva promosso un incontro a Roma con il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli.
Un caso durato circa un anno - l’estate scorsa fu lanciata la proposta di trasferimento - sembra chiudersi. Ma, come avverte il presidente del Tribunale De Facendis, il problema degli spazi per gli uffici giudiziari resta.

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