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Venerdì 15 Dicembre 2017 | 05:45

Spongano

Resort di lusso abusivo?
Scatta il sequestro in Salento

Denunciati madre e figlio, progettista e responsabili delle ditte. Sigilli pure a piscine interna ed esterna e solarium

Resort di lusso abusivo? Scatta il sequestro in Salento

SPONGANO - Scatta il sequestro a case coloniche e depositi agricoli pronti a trasformarsi in una struttura di lusso.

La polizia provinciale diretta dal comandante Antonio Arnò ha posto i sigilli a una serie di immobili sorti in due distinte proprietà in località “Croce” e indagato cinque persone nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Angela Rotondano.

Gli agenti hanno ispezionato la documentazione relativa a due interventi edilizi in corso su una superficie complessiva di oltre cinque ettari. Il terreno è tipizzato, secondo il Programma di fabbricazione, come E2 (zona agricola per attività primarie) che consente residenze di edilizia economica e popolare con superficie massima di 95 metri quadrati. I due proprietari confinanti, madre e figlio originari di Taranto, dopo aver chiesto altrettante autorizzazioni per fabbricati destinati a deposito agricolo hanno costruito strutture una adiacente all’altra, creando di fatto un unico residence con tutti i comfort.

Agli investigatori è apparsa dubbia la destinazione d’uso di tutti i fabbricati rinvenuti in favore di un progetto fittiziamente agricolo ma in realtà residenziale per la presenza di due piscine, una esterna e una interna a un fabbricato, oltre a aree esterne attrezzate a solarium. Nell’area pure un nuovo fabbricato ricostruito senza autorizzazioni su una vecchia struttura abbattuta con regolare permesso. Il recupero sarebbe avvenuto senza accertare ciò che era stato demolito.

Sotto esame anche la qualifica di imprenditore agricolo necessaria a ottenere le autorizzazioni. Il piano di fabbricazione di Spongano prevede infatti che le costruzioni su quel tipo di terreno debbano essere annesse ad aziende agricole di cui i proprietari devono essere titolari. Nel caso della madre non sarebbe stato mai dimostrato, mentre per il figlio ci sarebbe un’iscrizione alla Camera di commercio di Lecce solo qualche giorno prima del rilascio del Permesso di costruire.

Da qui la denuncia dei due proprietari, F.M.L. di 76 anni (la madre) e T.P.P. di anni 50 (il figlio), il progettista dei due interventi, G. C. di Spongano, e i titolari di due imprese locali che si sono susseguite nella realizzazione delle opere.

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