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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 11:00

tragedia sfiorata nel salento

Scontro tra treni delle Ferrovie Sud Est
tra Galugnano e San Donato: feriti

Scontro tra treni delle Ferrovie Sud Est tra Galugnano e San Donato: 10 ferito

di Stefano Lopetrone
GALUGNANO (Lecce)  -
Solo la provvidenza e la bassa velocità hanno evitato una strage di pendolari e turisti. Ieri pomeriggio intorno alle 17.30 due treni delle Ferrovie Sud Est, per fortuna, si sono solo «baciati». È successo a Galugnano, frazione di San Donato di Lecce. I danni alle macchine sono irrilevanti, giusto qualche ammaccatura e pochi vetri infranti, uno dei quali ha tagliato il viso di un macchinista. Tra i passeggeri tanta paura ma per fortuna solo ferite lievi. Quindici i feriti. Tra loro, sette sono stati trasportati al pronto soccorso del «Fazzi» per ulteriori accertamenti: cinque codici verdi (tra loro anche un bimbo) e due codici gialli (per traumi contusivi toracici non gravi). Altre tre persone sono state trasportate a Galatina per lievi contusioni (tutti codici verdi). Sui due convogli erano presenti turisti che stavano rientrando a Gallipoli dopo una visita guidata a Lecce e decine di pendolari.

La dinamica non è ancora chiara. Secondo la Procura di Lecce entrambi i convogli erano in movimento, sia pure a velocità ridottissima. È certo, come sempre accade quando si verifica uno scontro frontale tra treni, l’errore umano. Toccherà alla polizia ricostruire il fatto. Al momento sono stati disposti il sequestro delle macchine, in modo da estrapolare la scatola nera elettronica, e il conferimento di un incarico a un consulente tecnico, l’ingegnere Antonio Vernaleone, per accertare il corretto funzionamento delle motrici e il rispetto delle norme previste per lo scambio in stazione. Vale la pena ricordare che l’intera rete ferroviaria locale sulla quale si muovono le Fse in provincia di Lecce è a binario unico ed è sprovvista di Sistema di controllo marcia treno (Scmt), dispositivo che avrebbe impedito la collisione. La linea Lecce-Zollino, in particolare, è gestita dal Dirigente centrale operativo (Dco) ed è dotata di BaCc (blocco conta assi). Sul posto il procuratore Leonardo Leone De Castris e il pm di turno Giovanni Gagliotta hanno ascoltato alcuni testimoni e disposto l’acquisizione di documenti utili alle indagini. Al momento non è stato ipotizzato alcun reato, ma si oscilla tra le lesioni personali (la posizione penalmente meno rilevante) e il disastro ferroviario (più grave).

La causa più probabile dell’incidente, come detto, è l’errore umano. Secondo alcune ricostruzioni, il treno 549 proveniente da Lecce era fermo al segnale di ingresso della stazione di Galugnano, mentre l’altro convoglio (un Aln 668 noleggiato dal Gruppo Ferrovie dello Stato) proveniva da Otranto ed è partito nonostante avesse il semaforo rosso. «Si è bevuto il segnale», come si dice in gergo. Tutte da accertare le cause di questa partenza inaspettata: di sicuro il treno è arrivato a velocità ridottissima, ben al di sotto dei 40 chilometri orari. Il capotreno del convoglio da Otranto, il 554, ha azionato il «Rar», un interruttore che dà il via alla manovra di incrocio (ci sono due treni e un unico binario, quindi uno dei due attende su un tronchino): a quel punto il treno da Lecce parte per attraversare la stazione, il 554 dovrebbe star fermo ma invece si muove. E i due treni si sono scontrati qualche centinaio di metri più in là, verso San Donato. La macchina dei soccorsi è partita subito. Il sindaco, Ezio Conte, ha messo a disposizione dei passeggeri il municipio. In serata, un pullman delle Fse li ha accompagnati a destinazione.

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L'ASSESSORE REGIONALE - Con la «programmazione 2007-13 dei Fesr la Regione Puglia stanziò 83 milioni per la sicurezza ferroviaria, in particolare per il montaggio degli SCMT (Sistema controllo marcia treno, ndr) a bordo treno e a terra. Alle Ferrovie del Sud Est (FSE) furono assegnati 36 milioni che la società ha utilizzato solo in minima parte, non avendo rispettato il termine di scadenza per l’utilizzo dei fondi POR».

Lo rende noto l’assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Giovanni Giannini, riferendosi allo scontro tra due treni delle FSE (da qualche mese di proprietà di Ferrovie dello Stato) avvenuto nel pomeriggio in Salento e che ha provocato una quindicina tra feriti e contusi.
Giannini rileva che «le somme sono state quindi implementate fino a circa 60 milioni di euro e riprogrammate con i Fesr 2014-2020 e serviranno a mettere in sicurezza l’intera rete ferroviaria gestita da FSE».

IL PRESIDENTE EMILIANO IN CONTATTO COI VERTICI DELLE FSE -  Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è in costante contatto con l’amministratore delegato delle Ferrovie Sud-Est, Andrea Mentasti, che ha mandato sul posto i suoi collaboratori per accertare quanto accaduto. Il presidente - è detto in una nota della Regione Puglia - ha immediatamente comunicato al Procuratore della Repubblica di Lecce quanto accaduto. 

I soccorritori del 118 della ASL di Lecce hanno raggiunto immediatamente il luogo dell’incidente con tre autoambulanze e due automediche, medicando sul posto i feriti che presentano contusioni ed escoriazioni. Il personale medico sta valutando lo stato di salute di tutte le persone coinvolte per verificare se siano necessari ricoveri ospedalieri. Il Capo di Gabinetto della Regione, Claudio Stefanazzi, si sta recando sul posto.

M5S: ASSESSORE PUGLIA SI DIMETTA - Il Movimento 5 Stelle in Puglia ha chiesto, in seguito all’incidente avvenuto nel pomeriggio sulla linea ferroviaria Fse tra San Donato di Lecce e la frazione di Galugnano, «le dimissioni immediate dell’assessore regionale ai Trasporti, Gianni Giannini». Gli otto consiglieri regionali lamentano in una nota «la situazione del sistema pugliese" giudicando in «una situazione che non può più andare avanti».

«E' solo un miracolo - sostengono - che non vi siano state vittime, ma solo una quindicina di feriti. A nulla sono servite -sottolineano i cinquestelle - le nostre numerosissime segnalazioni sulle carenze anche strutturali e sui numerosi disagi creati dalle nostre ferrovie. Il governo regionale non si è degnato neanche di rispondere ad una nostra mozione nella quale chiedevamo risposte su tutte le tratte ferroviarie pugliesi dopo il disastro del 12 luglio in cui hanno perso la vita 23 persone». I pentastellati chiedono nella nota che «fine abbiano fatto i soldi destinati all’agenzia regionale per la mobilità» ed «i soldi delle tasse dei pugliesi» vista la situazione caratterizzata da «passaggi a livello che rimangono aperti, treni fatiscenti e in ritardo, personale carente».

Nel ricordare che tra quasi un mese cadrà l’anniversario del disastro ferroviario sulla tratta Andria-Corato, i consiglieri M5s sostengono che «non è più possibile che i cittadini debbano arrivare a temere per la loro vita ogni volta che salgono su un treno. Ora siamo arrivati ad un punto davvero inaccettabile, con due gravissimi scontri di questo tipo che sono davvero troppi. Chiediamo quindi - concludono - le dimissioni immediate dell’assessore ai Trasporti Giannini».

MAZZARANO (PD) CONTRO M5S: SCACALLAGGIO POLITICO - La richiesta di dimissioni dell’assessore Regionale ai Trasporti, Giovanni Giannini, da parte del Movimento 5 Stelle per l’incidente ferroviario nel Salento è «un atto di sciacallaggio politico dovuto probabilmente al nervosismo dopo la sconfitta elettorale». Lo dichiara in una nota il presidente del gruppo regionale del Partito democratico, Michele Mazzarano, che si dice «sconcertato dalle dichiarazioni del Movimento 5 Stelle, rilasciate solo poche ore dopo l’incidente ferroviario le cui cause sono in fase di accertamento». 

«Esprimo al contrario la mia solidarietà e quella del gruppo regionale del Pd ai feriti coinvolti nell’incidente - aggiunge Mazzarano - nella convinzione che l’assessore Giannini ed il governo regionale non faranno mancare il proprio contributo per accertare quanto prima le cause dell’incidente e le reali responsabilità». «Nel ribadire quindi la piena fiducia mia personale e dell’intero gruppo del Pd all’assessore Giannini - conclude Mazzarano - invito il Movimento 5 Stelle a vergognarsi del loro comportamento». 

DARIO STEFANO - «Per far sì che non si ripetano mai più insopportabili violazioni, è necessario che il governo si adoperi affinché Trenitalia osservi e garantisca il rispetto degli standard minimi di qualità per il trasporto delle persone». A chiederlo è il senatore Dario Stefàno (Misto), presidente de La Puglia in Più, in un’interrogazione indirizzata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, a seguito della situazione incresciosa che si è verificata a bordo del Frecciargento Lecce-Roma di questa mattina.

«Gli spazi interni del treno - spiega Stefàno - erano colmi di rifiuti, una condizione di disagio imbarazzante immortalata dai passeggeri attraverso foto, pubblicate, poi, sui social network, accompagnate da legittime e comprensibili lamentele nei confronti dell’azienda. A quanto si apprende da fonti di stampa e dal personale di bordo, il Frecciargento 8302 che sarebbe dovuto partire ha subìto un guasto ed è stato rimpiazzato da un’altra vettura giunta a Lecce poco prima, per la quale non sono state assicurate le operazioni di preparazione al viaggio».

«Il diritto alla mobilità deve essere garantito, anche e soprattutto attraverso modalità che rispettano standard di sicurezza, pulizia e igiene. Non è possibile che chi viaggia, a fronte di biglietti che partono da 70 euro per tratta, si debba ritrovare al cospetto di carrozze e servizi igienici in disordine e sporchi oltremisura», conclude.

IL COMUNICATO DI FERROVIE DELLO STATO: STIAMO AMMODERNANDO - Stanno raggiungendo le rispettive destinazioni per mezzo di autobus sostitutivi i passeggeri dei treni coinvolti in uno scontro nel Salento. Lo ha fatto sapere Ferrovie dello Stato, proprietaria da alcuni mesi delle Ferrovie del Sud Est (FSE), confermando che sono 15 le persone rimaste lievemente ferite oltre al macchinista. In una nota si precisa inoltre che è in atto «un piano di interventi per l’adeguamento tecnologico e infrastrutturale dell’intera rete ex concessa e dei treni. Piano che prevede l’installazione dei più moderni sistemi di gestione e controllo del traffico ferroviario e di distanziamento in sicurezza dei treni».

La linea ferroviaria - precisano Fs - è interrotta «dalle 17.30 circa per l’urto fra due treni avvenuto in località Galugnano. Da primi accertamenti risulta che uno dei due convogli era fermo al segnale di ingresso della stazione di Galugnano, mentre l’altro è partito in direzione Lecce non rispettando il segnale rosso. Il treno stava viaggiando a bassa velocità».

«La rete ferroviaria e i servizi di trasporto di Ferrovie del Sud Est - ricorda poi la società - sono stati integrati nel Gruppo FS Italiane a fine 2016, dopo il trasferimento dell’ex ferrovia concessa». Il nuovo management di Ferrovie del Sud Est, nominato da FS Italiane, ha immediatamente attivato un piano di interventi sulla rete. «I primi lavori sono stati avviati già lo scorso anno e si concluderanno entro il 2017, investimento complessivo 19 milioni di euro. La seconda parte degli interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico partiranno, come programmato, nelle prossime settimane e saranno conclusi entro il 2018 (Bari e Taranto) e il 2019 (Salento), con un investimento pari a 53 milioni di euro. Entrambi gli interventi sono finanziati dalla Regione Puglia».

«Sulla rete FSE dai primi mesi del 2017, quando è stata inserita sotto il controllo dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) - conclude la nota - i treni, in attesa dei miglioramenti tecnologici, viaggiano a una velocità massima di 50 km/h. Al termine degli interventi, binari e treni saranno attrezzati con il sistema di sicurezza «SCMT» (una sorta di controllo automatico della velocità), come previsto dalla normativa, e i treni potranno ritornare a viaggiare alla velocità prevista dal tracciato ferroviario». 

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