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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 10:59

Trani

Tenta lo stupro in ascensore
rumeno finisce in manette

Tenta lo stupro in ascensore rumeno finisce in manette

Nico Aurora

TraniQuasi una scena da film, ma questa volta è stata realtà e, per fortuna non è sfociata in qualcosa di ancora più grave di quanto già non sia stato. Un tentativo di stupro, non consumato, ha determinato l’arresto di Adrian Ricea, rumeno di 29 anni con precedenti di polizia ed obbligo di dimora nel Comune di Barletta. A suo carico le accuse di violenza sessuale nei confronti di una donna tranese di 46 anni, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e violazione dell’obbligo di dimora.

Alle 12.30 di ieri la donna si accingeva a fare ingresso in ascensore dopo essere entrata nel portone di casa. La circostanza più inquietante dell’episodio è che, con lei, c’era un bambino di 3 anni, tenuto nel passeggino. All’improvviso si materializzava l’aggressore, che sollevava il vestito della vittima mentre si era già sfilato i pantaloni ed aveva l’organo genitale in vista. La donna reagiva con veemenza nonostante l’aggressore la toccasse in più parti del corpo e provasse a tapparle la bocca con la mano. La forza della vittima, però era superiore a quella del bruto: urla, calci e spintoni lo convincevano, così, a darsi alla fuga.

Pochi istanti dopo, un equipaggio della Polizia passava da lì e la donna forniva loro una sommaria descrizione dell’evento e dell’aggressore. Gli agenti si ponevano all’inseguimento del malvivente il quale, dopo avere tentato un’acrobatica fuga, scavalcando il muro di cinta di un parcheggio privato e saltando su auto in sosta, veniva bloccato in via Dalmazia. Ciononostante, si ribellava agli agenti colpendone uno a spalla e braccio, ma veniva ugualmente fermato, condotto in commissariato e, dopo gli accertamenti trssferito in carcere.

Ricea si era reso responsabile, a Barletta, di un’aggressione nei confronti di un altro cittadino straniero e viene descritto come persona particolarmente incline alla violenza. A Trani, però, gli è andata non meno bene, anche grazie a forza e coraggio della donna, rimasta in ogni caso sotto shock anche per le ovvie preoccupazioni legate al bambino, sotto i cui occhi è avvenuto un episodio che potrebbe segnarlo non poco.

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