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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 08:35

la storia

«4 anni a Singapore
la mia sfida è
lavorare nel mio Paese»

Mario Villani

Mario Villani

di DANIELA D’AMBROSIO

«Non ne posso più di scappare dall'Italia, credo che sia il Paese più bello del mondo. A un certo punto ho pensato: andiamo a cercare di riprendercelo». Mario Villani è barese, classe 1989, 28 anni a ottobre. Si è laureato nel 2013 in Economia e gestione delle imprese alla Bocconi, a Milano. Poi un master in Amministrazione e finanza e, grazie a un’opportunità universitaria, nell’ottobre del 2013 il trasferimento a Giacarta. Dopo due anni da Giacarta a Singapore e altri due anni lì, poi la decisione di tornare a casa. Altro che bamboccioni, altro che cervelli in fuga. «Il cammino standard - racconta - sarebbe stato altro ma io volevo fare qualcosa di un po' più strano».

La Rocket Internet è un gruppo tedesco quotato in borsa che ha come obiettivo lanciare delle start up in tutto il mondo, prendendo modelli d’affari che hanno funzionato in Paesi ricchi ed esportandoli in quelli emergenti. Mario prende questa strada e vola in Asia. «Ho imparato a conoscere il mondo dell’e-commerce e come si fa ad impiantare un’impresa in questo campo. Sono partito come stagista e in pochissimo tempo mi sono ritrovato carico di responsabilità. Poi il trasferimento a Singapore con responsabilità ancora più alte e con cento persone da gestire».

E parliamo di retribuzione: «Molto più alta di quella italiana, fino a quattro volte lo stipendio medio pagato qui per lo stesso ruolo, anche perché, va detto, non ci sono le stesse tasse».

Ma nonostante tutto si torna a casa. «Lì stavo bene, si vive bene, lo stile di vita è alto. Ma ho sempre pensato che vivere in Italia sia il massimo, qui la vita è più vera e più reale, le persone sono migliori, il cibo è migliore. A Singapore funziona tutto benissimo e qui magari no, ma lì è tutto molto piatto. Solo sviluppo economico, solo denaro. Niente storia dietro le spalle, niente tradizioni. Qui le cose sono più complicate, bisogna mettersi in gioco. Ma lì ero uno dei più esperti nel mio campo, ed esserlo a 27 blocca gli stimoli. Io voglio ancora imparare».

Mario torna a casa e lancia in Italia «NutriBees», la start up dell’healthy food personalizzato: una piattaforma online che personalizza e consegna i piatti migliori per le varie esigenze nutrizionali. «Con un mio compagno di corso di laurea abbiamo messo su questo progetto. Giovanni Menozzi, si chiama così il mio socio, ha avuto un problema serio in famiglia, un male che ha obbligato una persona a lui molto cara a seguire un'alimentazione corretta. Sono tornato a casa a febbraio e ci siamo lanciati nell’idea. Abbiamo iniziato a lavorare da pochi giorni e siamo già operativi in tutt’Italia».

«NutriBees» è il primo servizio online che integra in un’unica piattaforma nutrizionista chef e consegna a domicilio: dopo la raccolta dei dati e lo studio delle esigenze del cliente c’è una cucina centrale che prepara il menù adeguato e poi lo consegna dietro la porta di casa, una volta a settimana, in contenitori sigillati.

«Usiamo corrieri che mantengono la catena del freddo - spiega Villani - e ci affidiamo a una rete di nutrizionisti, ma se qualcuno ha già un suo piano alimentare ce lo può comunicare. Il nostro obiettivo è arrivare a produrre per ognuno il cibo più adatto, che sia quello per un atleta o quello per un malato». «Il test nutrizionale che proponiamo - aggiunge - replica una visita virtuale ma non la sostituisce. È stato sviluppato dalla dottoressa Anna Villarini, nutrizionista nota a livello nazionale, un'autorità in materia, ma in presenza di patologie è importante che ciascuno si rivolga al suo medico. Noi siamo comunque disponibili verso ogni tipo di problema».

L’azienda è in funzione da una settimana, a capo due 27enni carichi di voglia di fare. Due di quei giovani italiani che secondo quello che disse il ministro Poletti, che poi si scusò, «meglio non averli tra i piedi». Loro sono tornati a casa. Tra i piedi hanno intenzione di restarci.

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