Cerca

Giovedì 23 Novembre 2017 | 06:40

a pulsano

Tentano vendetta
dopo un omicidio
fermati 2 pregiudicati

TARANTO - Avrebbero cercato di uccidere un parente stretto di uno dei presunti responsabili dell’omicidio di Francesco Galeandro, pregiudicato 47enne ucciso in un agguato avvenuto il 22 luglio del 2016 in una stradina alla periferia di Pulsano con colpi di pistola e di kalashnikov e grazie a un’organizzazione di tipo militare. Per tentativo di omicidio e detenzione e porto abusivo di arma da sparo, sono stati arrestati dai carabinieri i pregiudicati Angelo Galeandro, di 72 anni, allevatore, e suo figlio Alberto, di 33 anni, destinatati di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Giuseppe Tommasimo su richiesta del sostituto procuratore Antonella De Luca. I due arrestati, rispettivamente padre e fratello di Francesco Galeandro, avrebbero agito per vendetta poche ore dopo l’omicidio del congiunto, ma senza riuscirvi. A bordo della loro autovettura, secondo la testimonianza del destinatario del fallito agguato, avrebbero raggiunto l’azienda edile di Pulsano in cui stava lavorando il denunciante.

Alberto Galeandro, dopo essere sceso dal veicolo, - questa la ricostruzione fatta dell’accaduto dagli investigatori - avrebbe puntato una pistola contro la vittima, che sarebbe riuscita a divincolarsi prima gettandosi a terra e poi nascondendosi dietro alcuni blocchi di cemento, riuscendo poi ad allontanarsi. Anche l’aggressore, richiamato dal padre, che paventava un possibile arrivo dei carabinieri, preferì dileguarsi.
La ricostruzione dell’accaduto è stata supportata dall’esame delle immagini dei sistemi di video-sorveglianza presenti in azienda. Solo grazie al sopraggiungere del titolare della ditta, il malcapitato, approfittando di un attimo di distrazione, era riuscito a fuggire nei campi adiacenti. Movente dell’episodio, secondo i carabinieri, è la ritorsione per la morte di Francesco Galeandro.

Nell’ambito dell’inchiesta sull'omicidio sono stati arrestati nel settembre scorso Vito Nicola Mandrillo e Maurizio Agosta e nel marzo scorso Giuliano Parisi, Antonio Serafino, Giuseppe Giacquinto, Vincenzo Caldararo, Giovanni e Andrea Rizzo (questi ultimi due ai domiciliari con l’accusa di aver aiutato i sicari a sottrarsi alle indagini). Stando alla tesi degli investigatori Parisi avrebbe fatto parte, con Vito Nicola Mandrillo, del gruppo di fuoco che portò a termine l’agguato mortale. Ma di concorso in omicidio, con premeditazione e per motivi abietti, rispondono anche Maurizio Agosta, Giacquinto, Caldararo e Serafino. In particolare, Agosta sarebbe stato ideatore, mandante e finanziatore dell’omicidio voluto per eliminare un concorrente scomodo nel controllo delle attività illecite a Pulsano.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione