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Giovedì 23 Novembre 2017 | 12:25

Ginosa

Esplode una bomba
al centro per migranti

È accaduto sabato scorso Ordigno rudimentale piazzato nell'ex cabina dell'Enel

 Esplode una bomba al centro per migranti

di Mimmo Mazza

La questione migranti a Ginosa e Ginosa Marina resta incandescente. Mentre rimane senza risposte la richiesta di convocare un Consiglio comunale monotematico sull’argomento, richiesta sottoscritta da oltre 500 residenti nella località marinese e fatta propria anche dall’ex sindaco Vito De Palma, ora consigliere di opposizione, si susseguono episodi sui quali anche la Procura di Taranto ha deciso di fare chiarezza.

L’ultimo è avvenuto sabato scorso quando qualcuno ha fatto esplodere una bomba carta o un petardo nei pressi dell’ex cabina Enel di via Roma, struttura candidata dalla cooperativa Cometa ad ospitare 30 migranti in un Cas.

Si tratta di centri di accoglienza straordinaria (da cui l’acronimo Cas) immaginati al fine di sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie di accoglienza o nei servizi predisposti dagli enti locali, in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti. Ad oggi costituiscono la modalità ordinaria di accoglienza. Tali strutture sono individuate dalle prefetture, in convenzione con cooperative, associazioni e strutture alberghiere, secondo le procedure di affidamento dei contratti pubblici, sentito l’ente locale nel cui territorio la struttura è situata. La permanenza dovrebbe essere limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento del richiedente nelle strutture seconda accoglienza.

Al bando della prefettura risposero, per l’area di Ginosa, tre cooperative: due con strutture nella zona balneare (l’ex hotel Guardiano del Sole, riconducibile a due consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, escluso per problemi tecnico-burocratici; e un immobile in viale Jonio il cui proprietario ha poi rinunciato), una a Ginosa città, quella appunto che la cooperativa Cometa intende realizzare nella struttura della centralissima via Roma che anni fa ospitava la cabina dell’Enel.

Sull’esplosione di sabato scorso indagano i carabinieri della locale stazione e della compagnia di Castellaneta per verificare se si sia trattato di un gesto vandalico o se invece sotto ci sia qualcosa di più inquietante e diretto ai migranti.

«La mancanza di chiarezza della Giunta grillina - dice alla Gazzetta l’ex sindaco Vito De Palma - sicuramente non aiuta, premesso ovviamente che atti e gesti di violenza o vandalici vanno condannati senza se e senza ma. Prima hanno detto di non voler aderire allo Sprar, poi invece, all’indomani dell’esito della gara per i Cas, esito evidentemente poco gradito, hanno deciso di fare altrimenti, approvando una delibera di Giunta senza la firma del sindaco Parisi. Ora basta tergiversare: si convochi il Consiglio Comunale e si dica ai ginosini cosa si intende davvero fare sul tema migranti».

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