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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 19:58

denuncia a Lecce

«Non si attivi il wifi nelle scuole
Ci sono tecnologie alternativa»

«Le reti cablate, per tutelare gli studenti»

«Non si attivi il wifi nelle scuoleCi sono tecnologie alternativa»

«Il Comune non installi il wi fi nelle scuole nè le antenne sulle terrazze e faccia disattivare gli impianti già attivi». Il Comitato «Lecce via cavo» ha rinnovato l’appello alle istituzioni comunali e scolastiche di Lecce e provincia. Alla nota del 4 febbraio dell’anno scorso, infatti, una risposto solo il dirigente dell’istituto comprensivo «Armando Diaz» di Lecce, comunicando di aver optato per la connessione cablata.

«In occasione della conferenza internazionale tenutasi a Reykjavik “Children, Screen time and Wireless radiation”, tre mesi addietro - scrive la coordinatrice Fabia Del Giudice, farmacista, specializzata in Igiene - è stato firmato un nuovo appello a tutela della salute degli studenti, in particolare dei più piccoli. I firmatari evidenziano notevoli rischi per la salute derivanti dall’esposizione a lungo termine alle radiofrequenza emesse da dispositivi e reti wireless, che non riguardano soltanto il cancro. I firmatari, primo fra tutti il dottor Lennart Hardell, direttore del Dipartimento di Oncologia all’Università di Orebro, Svezia - spiega Del Giudice - chiedono alle autorità scolastiche di tutti i Paesi di acquisire le conoscenze sui rischi, per la crescita e lo sviluppo degli alunni, causati dall’esposizione alle radiofrequenze e chiedono di adottare il principio Alara, tanto basso quanto ragionevolmente possibile, e la risoluzione 1815/2011 del Consiglio d’Europa al fine di ridurne l’esposizione». In particolare viene raccomandato di non installare reti wireless nelle scuole dando preferenza alle connessioni cablate.

Alla luce di questo, anche il Comitato Lecce Via Cavo chiede ai dirigenti scolastici ed alle autorità del territorio che sia tutelata la salute degli studenti non installando o disattivando le reti wireless negli edifici scolastici, «anche al fine di evitare responsabilità legate ad eventuali danni alla salute correlati all’esposizione alle radiofrequenze sia pure di bassa intensità».

Al Comitato aderiscono medici, farmacisti, professionisti sanitari ed esponenti di numerosi settori professionali e della società civile.

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Commenti all'articolo

  • Bruno

    06 Giugno 2017 - 20:08

    Ma qualcuno ha letto e capito qualcosa della conferenza. Il WiFi non può far male a 50cm. Non si riesce più a misurarlo! Si parla solo del Wireless dei telefonini che fanno male perché sono 200 volte quelle di un WiFi.

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