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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 09:30

doveva fare due giorni di sosta

Cristina O., l'ex yacht di Onassis
snobba il porto di Manfredonia

Doveva fare due giorni di sosta, invece se ne va a Monopoli

di Michele Apollonio


MANFREDONIA - Il mega e famoso yacht “Cristina O” contrariamente a come diffusamente annunciato, non farà scalo nel porto di Manfredonia. L’agenzia Galli ha fatto sapere che la sosta a Manfredonia di martedì e mercoledì, è stata annullata. A stabilire il salto di Manfredonia la stessa società armatrice che ha deciso di puntare direttamente su Monopoli, porto più vicino al Salento che a quanto pare i croceristi hanno preferito a Manfredonia. Il cambiamento di programma nonostante l’Autorità di sistema fosse riuscita, attivandosi alacremente, ad appianare quelle difficoltà di ordine tecnico che avrebbero potuto impedire l’attracco del super yacht nel porto di Manfredonia.
La “Cristina O” proveniente dalla Croazia proseguirà la sua crociera nell’Adriatico facendo rotta per il porto di Monopoli. Con i suoi 99 metri, il Cristina O è uno dei grandi e lussuosi mega-yacht al mondo. Costruito nel 1943 come fregata della marina canadese col nome di “Stormont”, prese parte alla seconda guerra mondiale. Posta in disarmo dopo il conflitto, la nave venne acquistata dall’armatore greco Aristotele Onassis per farne uno yacht privato. Venne pertanto sottoposta a sostanziali lavori e trasformazione tanto da divenire la nave privata più elegante e tecnologica. Onassis le impose il nome della figlia Cristina.
Lo yacht fu teatro di una lunga e intensa serie di eventi mondani con la presenza di personaggi dello spettacolo, della politica, della cultura. Dopo alcune peripezie anche di carattere giudiziario, la nave venne acquistata dall’armatore greco Papanicolaou che le ha restituito il nome originario di Cristina e immesso nel circuito delle navi vacanza. Il costo del noleggio va dai 45mila ai 65mila euro al giorno.
Per Manfredonia per le sue aspirazioni turistiche ancorché legate al mare, un grave smacco forse ancor più significativo in quanto quegli ostacoli che avevano reso problematiche le soste a Manfredonia di due navi da crociera, sono stati rimossi. Come si ricorderà la nave “Berlin” una volta fu costretta a rimanere in rada, la seconda volta dirottata al porto industriale. A non consentire l’entrata in porto di quella nave furono i fondali del bacino alquanto incerti e la mancanza di un rimorchiatore. Due tra i problemi che la nefasta gestione commissariale dell’Autorità portuale, poi soppressa, non è riuscita ad appianare.
Per la subentrata Autorità di sistema della portualità dell’Adriatico meridionale della quale Manfredonia fa parte assieme a Bari, Brindisi, Monopoli e Barletta, quello di rendere agibile il porto storico o commerciale, è stata la prima preoccupazione. Ha infatti ordinato una indagine sulla consistenza dei fiondali del bacino propedeutici al dragaggio del bacino. I lavori eseguiti hanno consentito alla Capitaneria di porto di dare l’ok all’entrata del “Cristina O” in porto anche senza l’ausilio del rimorchiatore. Purtroppo, come detto, la società armatrice ha ritenuto di disporre diversamente.
L’annullamento della sosta a Manfredonia del mega-yacht Cristina O, ha naturalmente prodotto malumori nell’apparato commerciale locale che sperava in una provvidenziale boccata d’ossigeno monetaria dalla permanenza di due giorni degli ospiti internazionali anche se non erano pochi e in qualche modo ragionevoli, i timori di non poter sodisfare un turismo di quella dimensione. Un esame dagli esiti incerti che avrebbero pesato sulle scelte della società che gestisce i percorsi e gli approdi delle crociere.

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