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Giovedì 23 Novembre 2017 | 16:06

Imputati altri 36 affiliati

Bari, il racket dei cantieri
il boss chiede l'abbreviato

I fatti risalgono al 2010-2015 e si riferiscono all'operazione Do ut des. Parti civili Comune e imprese

Savinuccio Parisi

Savinuccio Parisi

Sarà processato con rito abbreviato a partire dal prossimo 14 luglio il boss del quartiere Japigia di Bari Savinuccio Parisi, imputato insieme con altri 36 presunti affiliati al suo clan per decine di episodi di estorsione ai cantieri edili. Fatti - secondo l’accusa - imponendo guardianie e carichi di merci da fornitori amici. Altri 19 imputati, tra i quali il figlio cantante del boss, Tommy Parisi, sono stati rinviati a giudizio. I fatti contestati risalgono agli anni 2010-2015.

La requisitoria del pm Antimafia Patrizia Rautiis, che si concluderà con le richieste di condanna, è fissata per il 13 settembre dinanzi al gup Alessandra Susca e si celebrerà nell’aula bunker di Bitonto. Gli imputati rispondono, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto di armi, lesioni personali, violazione di domicilio, invasione di terreni ed edifici, furto, illecita concorrenza con minaccia e violenza, favoreggiamento.

Nel procedimento si sono costituiti parte civile il Comune di Bari, Iacp, associazione Antiracket, Ance, Confindustria, due aziende edili (Debar Costruzioni spa e Spazi Moderni srl) e tre imprenditori baresi (Domenico De Bartolomeo, Daniele Di Cagno Abbrescia e Giuseppe Barbone).

Le indagini della squadra mobile coordinate dalla Dda di Bari portarono nel marzo 2016 all’arresto di 30 imputati nel blitz cosiddetto 'Do ut des'. In carcere finì anche Tommy Parisi, che non ha scelto il rito alternativo ed è stato rinviato a giudizio insieme con altre 18 persone. Il processo nei loro confronti inizierà il 6 luglio dinanzi ai giudici della seconda sezione collegiale del Tribunale di Bari.

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