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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 19:44

il Rettore

Università, Politecnico Bari
cresce: +19% immatricolazioni

Università, Politecnico Bari cresce: +19% immatricolazioni

BARI - «I numeri ci premiano su vari fronti, dimostrando che abbiamo fatto moltissimo con pochissimo: le immatricolazioni», nell’anno 2016-2017, «sono in aumento di circa il 19% rispetto all’anno scorso, con un più 36% per le lauree magistrali, tra cui quella in 'Computer Science Engineering' che è più che raddoppiata, e un andamento generale in crescita nell’ultimo triennio».

Lo ha sottolineato il rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio, oggi nel corso della inaugurazione dell’anno accademico 2016-2017.
«Alla chiusura dei test anticipati che svolgiamo in primavera per l’ammissione ai corsi di laurea a numero programmato - ha aggiunto - abbiamo registrato un ulteriore aumento delle richieste e degli idonei, rispetto all’anno scorso».

«Un altro segnale degno di attenzione - ha sottolineato il rettore - è quello degli studenti stranieri: registriamo infatti un incremento del 300% delle domande di immatricolazione da parte di giovani extracomunitari».

«Sul fronte dei rapporti internazionali - ha proseguito - rileviamo un incremento del 22% di nostri studenti impegnati in Erasmus e 'Erasmus+' all’estero, rispetto allo scorso anno accademico, mentre quelli in arrivo sono aumentati addirittura del 54%». Il rettore ha aggiunto che "i finanziamenti ministeriali su progetti presentati dal Politecnico per l’internazionalizzazione sono più che raddoppiati, segno della validità dei progetti presentati, con un allargamento notevole dell’elenco delle destinazioni, tra cui Russia e Israele».

90% DI ASSUNTI AD UN ANNO DA LAUREA - «I dati assunzionali sono ancora in crescita, con punte per le lauree a maggior richiesta di oltre il 90% già a un anno dalla laurea e, considerata la situazione generale pugliese e del Sud Italia, dimostrano che una laurea al Politecnico rappresenta anche oggi un sicuro viatico per un successo professionale».

«La valutazione della qualità della ricerca (Vqr) 2011-14 - ha aggiunto il rettore - ha visto un ottimo risultato del Politecnico, con il 99.6% di prodotti della ricerca conferiti e un guadagno rispetto alla precedente Vqr del +12%, che si traduce in un incremento della quota premiale del Finanziamento ordinario». «Per continuare a costruire valore aggiunto intorno all’attività scientifica di questo Politecnico - ha concluso Di Sciascio - doteremo il Politecnico di una fondazione che, insieme alle migliori realtà del territorio, possa adeguatamente supportarci nelle attività di trasferimento tecnologico e formazione continua».

SU COSTI STANDARD SITUAZIONE INCERTA - «La recente sentenza della Corte di Cassazione che ha prodotto un buco normativo circa il cosiddetto costo standard, che per inciso vede il Politecnico come una università ampiamente sottofinanziata rispetto alla media e quindi meritevole di riequilibrio, rende ancora più incerta la situazione normativa».

 «A ciò - ha proseguito - si aggiunge la nuova norma sulla 'no tax areà che da un lato, meritoriamente, aumenta la platea degli studenti a basso reddito esentati dal pagamento di qualsiasi tassa universitaria, ma contemporaneamente non prevede un ristoro sui bilanci degli atenei corrispondente alla perdita, lasciando questi ultimi, in particolare quelli come il Politecnico che hanno sempre mantenuto una tassazione bassa, nella necessità di prevedere manovre correttive gravanti, seppur con attenta proporzionalità, sulle fasce a reddito anche lievemente superiore».

«Il quadro normativo e di finanziamento nazionale - ha rilevato il rettore - resta precario e confuso, e siamo lontani da un ripristino delle condizioni pre-crisi. Anche alcune iniziative, quali i dipartimenti di eccellenza e le cosiddette Cattedre Natta appaiono segno di una estemporaneità piuttosto che di un disegno strategico di promozione delle università e del vantaggio competitivo per il paese che esse rappresentano».

"Secondo Eurostat - ha concluso - contendiamo alla Romania il poco ambito primato del più basso tasso di laureati nell’Unione Europea con una percentuale del 26,2%, in un momento in cui è evidente a tutti come dipenda dalla capacità di un paese di creare cultura, e cultura scientifica in particolare, il proprio futuro».

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