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Sabato 18 Novembre 2017 | 07:28

La sentenza

Truffa parroco del suo paese
tarantina condannata a 2 anni

La donna (ha studiato alla Bocconi) si è fatta consegnare 240mila euro promettendo ottimi interessi: sparito anche il capitale

Truffa parroco del suo paesetarantina condannata a 2 anni

Prometteva lauti guadagni, lasciava buchi considerevoli. Il Tribunale di Milano ha condannato a 2 anni di reclusione una donna della provincia di Taranto ritenuta responsabile di truffa aggravata nei confronti del parroco del suo paese d’origine.
Stando all’accusa, la donna dopo aver concluso gli studi universitari in Economia alla Bocconi, si sarebbe fatta consegnare consistenti somme di denaro da amici e conoscenti con la promessa di farli fruttare in modo rapido e sicuro.

Tra le vittime del raggiro, anche, come detto, il parroco concittadino dell’imputata. Il sacerdote, confidando nella buona fede della giovane, la quale frequentava sin da piccola la parrocchia, e allettato dalla promessa di far fruttare i suoi risparmi e i soldi raccolti nell’ordinaria attività della parrocchia, le ha affidato tramite assegni e contanti circa 240mila in euro in un arco temporale lungo quasi due anni e mezzo. A distanza di tempo, non avendo alcuna notizia del proprio investimento e in prossimità di lavori necessari a ristrutturare l’oratorio parrocchiale, il parroco ha cercato di mettersi in contatto con la donna, nel frattempo andata a vivere tra Grosseto e Milano. Dopo alcune iniziali rassicurazioni, e addirittura con l’annuncio che la somma tra capitale e interessi era lievitata fino a 900mila euro, è emersa l’amara verità: non solo non era maturato nessun interesse, ma il capitale si era volatilizzato.

Secondo la donna a causa di un raggiro del quale sarebbe stata a sua volta vittima da parte di alcuni sedicenti investitori.
Nella propria querela, il parroco, assistito dall’avvocato Alessandro Scapati, ha ricostruito i versamenti fatti alla donna, sostenendo di averle consegnato 110mila euro provenienti dalle finanze della parrocchia, il resto da risparmi suoi e della madre.

Il Tribunale di Milano - la competenza in capo all’ufficio giudiziario lombardo si è determinata perché è in una banca milanese che venivano versati i soldi provenienti dal parroco - ha condannato la donna, difesa dall’avvocato Rosario Orlando, a 2 anni di reclusione ed anche a risarcire i danni per la somma di 65mila euro, essendo i primi versamenti avvenuti in epoca coperta ormai dall’intervenuta prescrizione.[M.Maz.]

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