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Venerdì 24 Novembre 2017 | 12:21

puglia

Aqp, scintille in consiglio
De Santis si è dimesso

Il vicepresidente: «Esaurito il mio compito». Il nodo degli stipendi

«Merito e investimenti   Aqp vuole cambiare»

MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - Il suo incarico sarebbe scaduto in occasione dell’assemblea per l’approvazione del bilancio, prevista a fine giugno. Ma martedì sera, a margine del cda, Lorenzo De Santis si è dimesso dalla carica di vicepresidente di Acquedotto Pugliese. Una scelta che, per quanto l’imprenditore barese minimizzi, conferma la rottura all’interno della compagine che guida la più importante azienda pubblica del Mezzogiorno. E che dunque spiega perché ci sarà un avvicendamento.

«Ho ritenuto concluso il mio mandato e ho rassegnato le dimissioni in pieno accordo con la Regione», ha detto ieri De Santis, che aveva tra l’altro la delega agli appalti, tema su cui si sono verificate molte differenze di vedute. Martedì la seduta del cda è stata caratterizzata da un lungo confronto sul fondo rischi da 240mila euro previsto per coprire la retribuzione pregressa del presidente Nicola De Sanctis, oggi attestata su 60mila euro lordi l’anno ma in predicato di essere adeguata (così come gli era stato garantito al momento della nomina) una volta che sarà emanato il decreto Madia. Il fondo alla fine è stato costituito. A risolvere l’impasse una dichiarazione messa a verbale dal magistrato della Corte dei Conti, Carlo Greco: è stato stabilito che i soldi potranno essere erogati solo dopo una delibera esplicita dell’azionista, cioè della Regione.

L’aria in cda era insomma tesa, anche considerando che il 16 maggio il collegio sindacale (anche questo in scadenza) ha fatto pervenire alla Regione un verbale molto critico sulle consulenze volute da De Sanctis, argomento già sollevato con toni polemici dalle rappresentanze sindacali per via di una spesa (circa un milione) ritenuta eccessiva. La polemica ha portato anche la Procura di Bari, attraverso la Finanza, ad acquisire copia dei contratti. Sul punto De Sanctis si mostra però molto tranquillo: «C’è stata - dice il presidente - una interlocuzione con il collegio sindacale, cui ho già esposto le cose come stanno. Da quando sono arrivato in azienda, d’accordo con la Regione, ho fatto tutti gli approfondimenti tipici di un momento di cambiamento. Sono stati fatti una serie di studi specialistici, sul nostro mercato di riferimento, sui possibili miglioramenti gestionali con un benchmark con le principali utility, poi sul personale e sulla ricerca di figure qualificate. Tutto questo ha attivato un percorso virtuoso, con risultati tangibili. Parliamo di primarie società di consulenza scelte con procedimenti trasparenti e competitivi». Per quanto riguarda i rapporti con De Santis, invece, il presidente De Sanctis utilizza il fair play: «La sua intenzione di lasciare l’azienda - dice - è stata manifestata in maniera molto professionale e cordiale».

A fine giugno la Regione provvederà a rinnovare la governance, confermando De Sanctis ma avvicendando sia De Santis che l’avvocato romano Francesca Pace. L’imprenditore barese era in predicato per guidare la Fiera del Levante, ma anche su questo punto potrebbe esserci un ripensamento: De Santis chiede infatti un gradimento pieno anche da parte dal Comune di Bari, gradimento che fino ad ora non sarebbe arrivato.

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