Domenica 22 Luglio 2018 | 05:01

salute

I fumatori incalliti?
Le ragazze under 18

Sempre più bassa in Basilicata l'età di chi consuma sigarette

I fumatori incalliti? Le ragazze under 18

di Massimo Brancati

Le campagne di sensibilizzazione sulla lotta al tabagismo (in aggiunta al deterrente dei costi sempre più elevati dei pacchetti di sigarette) sta facendo centro: nella fascia di età che va dai 40 ai 60 anni la guerra al fumo inanella sempre più vincitori. Un risultato sottolineato ieri in occasione della giornata mondiale senza tabacco che si è celebrata anche a Potenza su iniziativa della Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori). Nella sede dell’associazione, in Largo Don Uva, sono stati distribuiti depliant e altro materiale informativo per disincentivare l'utilizzo del tabacco indicando, attraverso dati e spiegazioni scientifiche, le ricadute negative sulla salute dovute dalla presenza nelle sigarette di quarantadue sostanze chimiche cancerogene.

Ma se tra gli adulti comincia a fare breccia l’invito a smettere di fumare, scopriamo che tra i consumatori più incalliti ci sono i ragazzini. O meglio, le ragazzine. I dati di un’indagine, regione per regione, promossa da una multinazionale che intende «piazzare» sul mercato un nuovo prodotto anti-fumo sono allarmanti: i ragazzi lucani fumano la loro prima sigaretta già all’età di 12 anni. Su un campione intervistato di 800 adolescenti tra Potenza e Matera emerge che uno dei colpevoli è il cattivo esempio dato dalla televisione. Ma ciò che sconcerta maggiormente in questa indagine riguarda le dichiarazioni delle ragazze: le interviste, infatti, hanno scoperto che su 10 ragazzine interpellare almeno 6-7 hanno ammesso di aver fumato la loro prima sigaretta a soli 12 anni. Inoltre, il 79% dei ragazzi e l’80% delle ragazze intervistati sostengono di non essere a conoscenza dei possibili rischi derivanti dall’uso continuo e precoce di sigarette, nonostante le numerose campagne promosse dalla Commissione Sanità dell’Unione europea.

L’indagine ha dimostrato come l’informazione che circola sulla pericolosità del tabacco non ha sortito gli effetti desiderati, e come, soprattutto i più giovani, rischiano la propria salute a causa della scarsa conoscenza del fenomeno. Gli amici e la tipica curiosità adolescenziale sono sempre i complici del primo tiro ufficiale di sigaretta. Secondo l’indagine, la maggior parte dei piccoli fumatori inizia la «carriera» nel momento delle vacanze. È proprio questo uno dei periodi più favorevoli per dare avvio a questa abitudine, che poi si stabilizza a scuola, dando vita a scene che fanno riflettere: giovanissimi (soprattutto ragazze) che in attesa di entrare in classe si concedono una boccata di nicotina. Poco più che bambine. E magari c’è chi quando torna a casa gioca ancora con le bambole.

La maggior parte degli adolescenti rientra nella categoria dei «fumatori deboli», cioè di coloro che fumano poco. Il 13% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni fuma 10 sigarette al giorno mentre tra i giovanissimi, coloro che rientrano nella fascia d’età compresa tra gli 11 e i 15 anni, il 16% ha fumato almeno una volta e il 3% continua a fumare almeno una sigaretta la settimana. Ciò che accade in Basilicata è in linea con il trend nazionale dove aumentano sempre di più i fumatori giovanissimi: la sigaretta è un fenomeno molto diffuso tra gli studenti delle scuole superiori. Il 23,4% dei giovani intervistati fuma (erano il 20,7% nel 2010) e il 7,6% lo fa ogni giorno.

Gli adolescenti attaccati alla sigaretta sono essenzialmente quelli che hanno più amici o genitori che fumano. E il loro numero aumenta se all’interno della famiglia uno o più adulti accendono una sigaretta, mentre la sua attrazione diminuisce se uno o entrambi i genitori sono riusciti a smettere. Un motivo in più per calpestare le «bionde». Di mezzo c’è la salute, ce lo dice anche l’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro: in Italia i decessi riconducibili al fumo sono tra 70.000 e 83.000, come ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel rapporto «The economics of tobacco and tobacco control» pubblicato lo scorso gennaio. Nel solo 2016 ci sono state circa 41.000 nuove diagnosi di tumore al polmone, il 30% delle quali tra le donne che registrano una preoccupante crescita rispetto agli anni precedenti con un +2,6%. Il tumore al polmone è la prima causa di morte per cancro in Italia con oltre 33.000 decessi nell’arco di dodici mesi. Prima di fumare una sigaretta bisognerebbe riflettere su questi dati.

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