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Venerdì 17 Novembre 2017 | 20:30

Sottufficale della Marina morto nel 2015

Taranto, morì per mesotelioma
vitalizio a vittima del dovere

Marina militare: appalti e tangenti, 11 indagati

TARANTO - Il Tribunale di Taranto ha riconosciuto agli eredi di un sottufficiale della Marina militare morto nel 2005 per un mesotelioma contratto a causa dell’esposizione all’amianto e per questo considerato 'Vittima del Doverè, l’adeguamento pensionistico previsto alle analoghe vittime del terrorismo. Pertanto, l’assegno mensile dovrà essere incrementato di ulteriori 250 euro per una pensione complessiva di 1800 euro al mese.

Lo rende noto 'Contramianto e altri rischi onlus', associazione che ha assistito i familiari del sottufficiale.

«Il giudice, - precisa Luciano Carleo, presidente dell’associazione - con una sentenza emessa nei giorni scorsi, ha affermato il diritto alla parificazione delle vittime del dovere a quelle del terrorismo condannando il Ministero della Difesa ad applicare quanto dovuto e riconoscendo gli arretrati a far data dall’erogazione. Nella causa giudiziaria promossa dai famigliari con l’aiuto di Contramianto ed assistiti dallo studio Legale degli avvocati Cataldo Fornari e Daniele Maranò si afferma il diritto al giusto risarcimento per le vittime del dovere e degli equiparati senza alcuna differenza».

Il caso oggetto della sentenza riguarda la vicenda di un sottufficiale della Marina Militare che nel 2004, ancora in vita, si era rivolto a Contramianto per essere assistito. «Lo avevamo incontrato - ricorda Carleo - e lui ci aveva raccontato la sua storia di marinaio fedele alla Patria che si era ammalato a causa dell’amianto, lavorando a bordo del naviglio militare. La morte lo portò via nel 2005 ma è proseguita la battaglia di giustizia della moglie e dei figli con l’associazione Contramianto».

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