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Martedì 17 Ottobre 2017 | 02:15

lecce

Penalisti e civilisti raccolgono
firme per separazione carriere

toghe, avvocati

Anche gli avvocati leccesi combattono la battaglia per la separazione della carriere in magistratura. Penalisti e civilisti salentini raccoglieranno oggi le firme davanti al Tribunale civile di via Brenta. L’obiettivo è di contribuire a raccogliere un numero sufficiente di firma per presentare una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare, promossa dall’Unione camere penali italiane (Ucpi) con il sostegno anche della Camera civile della provincia di Lecce. In pochi giorni sono state già raccolte 30mila sottoscrizioni, a testimonianza di come l’argomento della separazione delle carriere sia avvertito dai cittadini italiani. «È un’iniziativa “per” la civiltà giuridica e la tutela dei diritti costituzionali, non “contro” i magistrati», dice il presidente della Camera penale di Lecce, Silvio Verri. Gli fa eco il collega presidente della Camera civile, Salvatore Donadei, che sarà presente al banchetto: «È un’iniziativa di civiltà tout court, prima ancora che giuridica».

Il sistema del giudizio si regge su un principio basilare, riconosciuto da tutti gli ordinamenti evoluti ed accolto espressamente nel sistema italiano con la riforma dell’articolo 111 della Costituzione. «Chi giudica deve disporre di due caratteristiche, vale a dire la terzietà e la imparzialità», spiega Verri. «Il sistema processuale attuale, purtroppo, non garantisce però ciò che la Costituzione imporrebbe. Giudici e pubblici ministeri sono operatori del diritto che, pur giocando ruoli assai diversi in seno al processo, appartengono oggi allo stesso ordine, partecipano delle stesse prerogative, possono trasmigrare da una funzione all’altra, siedono negli stessi consigli di disciplina ed autogoverno, valutandosi e giudicandosi reciprocamente, e si aggregano nelle medesime associazioni».

Una situazione che secondo gli avvocati sbilancerebbe il sistema del giudizio penale: «Da una parte un giudice ed un pubblico ministero accomunati da esperienze, concorsi e carriere professionali intrecciate, dall’altra un difensore isolato dal contesto e posto in una situazione di obiettiva difficoltà nel far valere i diritti del suo assistito». L’obiettivo dell’iniziativa è dunque il riequilibrio del sistema, concedendo a tutte e due le parti del processo penale (accusa e difesa) le stesse opportunità di partenza nel dimostrare le proprie tesi. La raccolta proseguirà nelle prossime settimane anche davanti al Tribunale di viale de Pietro e poi in provincia.

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