Martedì 14 Agosto 2018 | 19:15

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casarano

Sacra Corona Unita in Puglia
14 fermi eseguiti dai carabinieri
Un clan pronto ad uccidere

CASARANO (LECCE) - Dalle prime ore della notte, i carabinieri del comando provinciale di Lecce stanno eseguendo 14 decreti di fermo d'indiziato di delitto emessi dalla Dda di Lecce, nei confronti di altrettante persone, numerose delle quali ritenute legate all'organizzazione di tipo mafioso Sacra Corona Unita. Sono accusate a vario titolo di associazione mafiosa, tentato omicidio aggravato, associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di armi, ricettazione, furto aggravato.

L'indagine che ha portato ai 14 fermi di indiziato di delitto - a quanto si è appreso - avrebbe documentato il processo di riorganizzazione del sodalizio mafioso della Sacra Corona Unita facente capo a Tommaso Montedoro, operante su Casarano e comuni limitrofi. Ed é proprio la nuova lotta per il controllo del traffico illecito degli stupefacenti che avrebbe determinato la scissione della compagine mafiosa casaranese, un tempo retta congiuntamente da Montedoro e da Augustino Potenza, portando all'uccisione di quest'ultimo avvenuta il 26 ottobre scorso e al tentato omicidio di Luigi Spennato avvenuto il 28 novembre scorso.

UN CLAN PRONTO AD UCCIDERE - Era pronto ad uccidere, il gruppo mafioso della Sacra Corona Unita, sgominato oggi dai carabinieri durante un blitz concluso con la notifica di 14 provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce (pm Massimiliano Carducci e Guglielmo Cataldi): l’obiettivo era il pusher Ivan Caraccio, 30 anni, per il capo clan Tommaso Montedoro colpevole di non avere rispettato «la regola del silenzio», quindi inaffidabile e pericoloso.
Montedoro, 41 anni, tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi, è agli arresti domiciliari a Vezzano Ligure (Spezia). I particolari della vicenda sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa, in Procura.
Per lo spacciatore era stato progettato un piano di «lupara bianca», che doveva scattare nei prossimi giorni. A salvare Caracciolo, paradossalmente, sono stati 30 grammi di droga, che i carabinieri hanno trovato nella sua abitazione, durante una perquisizione mirata. L’arresto dello spacciatore, in sostanza, gli ha salvato la vita.

UN GRUPPO «GIOVANE» - É un gruppo giovane, dalla struttura piramidale, dedito al traffico di stupefacenti, soprattutto eroina, quello capeggiato da Tommaso Montedoro, 41 anni di Casarano (Lecce), sgominato oggi dai carabinieri - coordinati dalla DDA - nel corso di un blitz durante il quale sono stati notificati 14 provvedimenti di fermo.
Montedoro, ritenuto personalità di «elevata caratura criminale», ha assunto il ruolo di vertice dopo l’omicidio, nell’ottobre scorso, di Augustino Potenza, con cui divideva in passato la leadership del clan.
Capo indiscusso della nuova compagine mafiosa, capace di impartire ai propri sodali ordini e direttive, malgrado fosse confinato agli arresti domiciliari a Vezzano Ligure, in provincia di La Spezia. Sarebbe stato proprio lui dalla Liguria ad impartire l’ordine di uccidere Luigi Spennato, colpevole di essere rimasto fedele ad Augustino Potenza.
Per questo tentato omicidio sono indagati, oltre a Montedoro, anche i cugini Luca Del Genio e Antonio Andrea Del Genio, di Casarano, ritenuti gli esecutori materiali dell’attentato poi fallito.
Durante l’operazione, denominata «Diarchia», sono stati anche sequestrati 40mila euro in contanti, tutti in banconote da 50, 100 e 200 euro.

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