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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 14:48

Presunti abusi edilizi

Otranto, giudici confermano
sequestro del «Twiga»

Briatore, ecco il Twiga  in versione pugliese

Il Twiga in fase di completamento (foto Rocco Toma)

Resta sotto sequestro il cantiere del Twiga Beach Otranto. E’ quanto hanno deciso i giudici del tribunale del Riesame di Lecce, respingendo la richiesta di dissequestro avanzata dai legali difensori della cordata di imprenditori salentini ai quali l’imprenditore Flavio Briatore aveva concesso l’utilizzo del proprio marchio di fabbrica per realizzare una struttura balneare di lusso in località «Cerra» sulla costa a nord di Otranto in procinto di aprire con un vip party a fine giugno.
Il sequestro probatorio era stato disposto lo scorso 16 maggio dal pm Antonio Negro, titolare del fascicolo d’inchiesta in cui si ipotizzano i reati di abusivismo edilizio e occupazione abusiva del demanio marittimo. L’accusa è quella di aver realizzato strutture difformi da quanto previsto dall’articolo 69 delle norme di attuazione del Piano regolatore, su un’area agricola. Dopo il sequestro Briatore aveva ritirato la licenza per l’utilizzo del marchio Twiga all’impresa Cerra sarl che stava eseguendo i lavori. Nell’inchiesta sono indagati l'imprenditore Raffaele De Santis e il direttore dei lavori Pierpaolo Cariddi, quest’ultimo candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative ad Otranto

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