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Martedì 24 Ottobre 2017 | 11:50

4,50 all'ora per 9 ore

Caporalato a Manfredonia
arrestati imprenditore
e un bracciante bulgaro

Caporalato a Manfredonia arrestati imprenditore e un bracciante bulgaro

MANFREDONIA -  Arrestati in flagranza di reato a Manfredonia il 53enne Silvio Pavarini, imprenditore agricolo, e il 41enne bulgaro Yulian Pavlov, bracciante agricolo, per intermediazione e sfruttamento del lavoro.

Già il 4 maggio scorso una pattuglia in una strada prossima alla provinciale 80, in agro di Manfredonia, aveva notato un insediamento rurale con numerose baracche, costruite con materiali di fortuna, abitate da famiglie di nazionalità straniera. Nella circostanza i militari hanno constatato la presenza di numerosi cittadini bulgari, con bambini, che occupavano quelle baracche in condizioni igienico-sanitarie pessime. Nel cortile erano stati notati anche dei veicoli con targa bulgara i cui certificati assicurativi erano risultati tutti intestati ad un cittadino bulgaro proprio Yulian Pavlov, in Italia senza fissa dimora.

Dalle dichiarazioni rese sul posto, si era venuti a conoscenza che l’immobile rurale era di proprietà di Pavarini. del loro datore di lavoro, titolare di un'omonima azienda agricola, il quale lo aveva concesso in comodato gratuito con il sostenimento delle spese relative ai consumi elettrici dell’utenza. In realtà, dall'attività di indagine successiva è emerso che i veicoli controllati nell’insediamento, arrivavano in azienda carichi di persone e poi andavano via dopo ore e ore di lavoro nei campi.

Insomma, si trattava di una vera e propria organizzazione di lavoro illecito, con reclutamento e utilizzo di manodopera in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori da parte di intermediario e dello stesso datore di lavoro. L'intervento è stato fatto a sorpresa all’interno dell’area dell’azienda agricola per identificare tutti. Yulian, alla vista dei Carabinieri ha tentato di disfarsi del borsello che teneva a tracolla, nell'illusoria speranza di impedire ai militari di trovare il suo "brogliaccio", e cioè la contabilità per ciascuno dei lavoratori di date, orari di lavoro, somme dovute. 

È emerso che i lavoratori erano impiegati dal mese di marzo scorso nella raccolta degli asparagi e che ciò avveniva con periodicità quasi giornaliera, mediamente per otto-nove ore al giorno, dalle ore 6 alle 15, per il corrispettivo di circa 4,50 euro all’ora. Presso il consulente del lavoro di Pavarini sono anche state acquisite le buste paga di alcuni dei lavoratori assunti, da cui è emersa una discrepanza nella registrazione delle giornate lavorative rispetto a quanto dichiarato dagli stessi lavoratori.

Nel mese di aprile, per il quale è stato possibile avere una situazione compiuta delle paghe, per ogni lavoratore assunto sono infatti risultate denunciate soltanto due giornate lavorative, per un importo medio mensile di 107,00 euro. Al momento del controllo poi, una lavoratrice è risultata essere minorenne.

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