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Martedì 21 Novembre 2017 | 07:15

Bari

Inquilini morosi, al Comune
mancano 34 milioni di euro

L'opposizione: «Il mancato recupero crediti pesa sulle tasche di tutti i cittadini»

Il Comune di Bari, corso Vittorio Emanuele 84

Il Comune di Bari

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Il tesoretto vale 34 milioni di euro. Di crediti vantati nei confronti di un esercito di morosi recidivi. Tra chi non paga i canoni di locazione e gli oneri condominiali per gli alloggi comunali e quelli che pur avendo avviato un’attività in un locale o in un box non versano la mensilità. Come dovrebbe fare un bravo inquilino.

Il Comune di Bari è a credito nella gestione del suo immenso patrimonio immobiliare, tra appartamenti, negozi, locali e fabbricati nei quali chi li occupa dimentica di pagare l’affitto. Il dato, allarmante, emerge dall’audizione in commissione consiliare Bilancio dei vertici della ripartizione Patrimonio, su un trend «che dura da anni» e per il quale nei prossimi mesi si cercherà di invertire la rotta avviando un’azione incisiva nel recupero dell’evasione. Dei 34 milioni di euro ben 24 arrivano dall’edilizia popolare, assegnatari e inquilini che non versano un solo centesimo per avere un tetto sulla testa; 6 milioni mancano all’appello sotto la voce «oneri condominiali» e altri 4 milioni per i canoni di locazione di immobili non abitativi, quindi a uso prettamente commerciale. Un quadro insomma non incoraggiante considerando che già 4 milioni di euro sono andati in fumo perché dichiarati non più esigibili, quindi non più recuperabili.

Già in fase di rendiconto di gestione 2016 lo stesso Comune, dopo la bacchettata degli anni scorsi della Corte dei Conti, è stato anche ammonito dai revisori contabili che, nella loro relazione, hanno evidenziato la scarsa capacità, da anno zero, di riscossione da parte degli uffici. In soccorso potrebbe arrivare, tramite bando autorizzato lo scorso anno da una delibera di consiglio comunale, un soggetto esterno per il recupero di almeno 14 milioni di euro, mentre i restanti 20 milioni dovrebbero essere affidati al lavoro delle risorse interne dell’amministrazione comunale, cioè dei dipendenti.

Il Comune dispone, solo di fabbricati, qualcosa come 4630 unità immobiliari (ovviamente non tutte concesse in locazione), per un valore di circa 747 milioni, composte da palazzine, case, alloggi, manufatti sparsi anche nel resto dell’area metropolitana e in Comuni limitrofi. Nell’elenco dei beni di famiglia figurano anche scuole, mercati e perle immobiliari come il Palazzo di Città che, per il suo valore da 12 milioni di euro, supera persino gli 11,4 milioni del teatro Piccinni.

Lo scenario di questa grande agenzia immobiliare chiamata Comune ha scatenato le reazioni politiche dei componenti della commissione Bilancio. «Non ci basta sentirci dire che la situazione dura da decenni. Evidentemente anche negli ultimi anni è stato fatto ben poco per recuperare i crediti vantati, con conseguenze che ricadono sulla pelle dei già tartassati cittadini baresi» commenta Michele Picaro (Ncd-Alternativa Popolare). «Ora ci viene detto – aggiunge – che gli uffici Patrimonio avvieranno un’azione di recupero. Peccato che non abbiano le strumentazioni adeguate visto che, nella nuova sede di via Archimede (la ripartizione ha lasciato l’ex Mercato del pesce di piazza del Ferrarese, ndr) mancano ancora le linee telefoniche e la connessione ad internet». Per Giuseppe Carrieri (Impegno Civile) la ricetta c’è: «Il Comune faccia la cessione del credito a una finanziaria evitando così di dover inseguire i debitori o metta in vendita parte del suo patrimonio, soprattutto gli alloggi». Insomma, più cartelli «Vendesi» e meno rogne.

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Commenti all'articolo

  • Filosofo

    28 Maggio 2017 - 08:08

    Le varie amministrazioni comunali succedutesi nel tempo non si sono MAI seriamente impegnate nel recupero dei crediti provocando un notevole DANNO ERARIALE. Credo davvero che debba intervenire la Corte dei Conti. Ma non credo che si farà nulla. Ormai si è perso il senso della giustizia (scritta con la "g" minuscola,,,,,,,,)

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