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il caso

Bari, Multiservizi e sprechi
«Mille biglietti per la Fiera»

Dopo il caso della sede in fitto, ancora vuota

multiservizi bari

FRANCESCO PETRUZZELLI

Un’assemblea straordinaria dei soci, da convocare nei prossimi giorni, con due punti all’ordine del giorno: il canone di locazione della nuova sede, ancora inutilizzata, e la verifica degli adeguamenti e riconoscimenti salariali arrivati a margine di altrettante conciliazioni. Potrebbe essere una delle prime contromisure adottate dal sindaco Antonio Decaro per vederci chiaro sulla vicenda della Multiservizi. Una serie di operazioni poco vantaggiose nelle ultime settimane di gestione del presidente Giacomo Olivieri che ha convinto il primo cittadino, in qualità di socio unico, ad accendere un faro sull’azienda partecipata dopo settimane di polemiche politiche e sindacali.

Gli ultimi mesi della Multiservizi del presidente Olivieri raccontano di un consiglio di amministrazione sì vivace - seppur in scadenza e più volte ammonito dalla ripartizione Enti Partecipati del Comune con la raccomandazione di limitarsi all’ordinaria amministrazione - ma al tempo stesso spaccato sull’opportunità di procedere con due operazioni non di poco conto: i 120mila euro all’anno di fitto per la nuova unica sede nel capannone del quartiere San Paolo e gli 88 mila euro di spese in più per il personale, con la raffica di adeguamenti e riconoscimenti salariali. I due provvedimenti a fine agosto passano con il solo voto favorevole del presidente Olivieri e del consigliere di amministrazione Mario Visciglia, mentre l’altro consigliere Daniela Maniglio decide di far mettere a verbale le motivazioni del suo voto contrario. «Non condividevo – spiega oggi – quelle due scelte sia per un’opportunità politica, trattandosi di un cda in scadenza, sia per un dato economico. Perché significava consegnare un impegno di spesa non di poco conto e per un numero di anni maggiore rispetto alla durata del nostro incarico a un nuovo consiglio di amministrazione. Certo, la Multiservizi necessita di una sede adeguata data la condizione di quelle attuali, ma noi come cda avremmo dovuto al massimo presentare solo una proposta da lasciare poi alla decisione definitiva del nuovo cda».

«Non si è trattato di promozioni. C’erano in ballo contenziosi di lavoratori che avevano diritto a livelli superiori per le mansioni svolte», dice Antonio Caprio della Ugl Terziario commentando il caso degli avanzamenti a pioggia.

E intanto al Comune continua il controllo degli ultimi verbali della gestione Oliveri. Tra questi spuntano i biglietti acquistati dall’azienda per la Fiera del Levante da distribuire solo a lavoratori e ai dipendenti. Il cda nella seduta dell’11 settembre – presenti Olivieri e Visciglia – ratifica l’acquisto di mille tagliandi, ciascuno al prezzo forfettario di 1,50 euro rispetto ai 3 euro previsti per l’ingresso alla Campionaria. L’indomani viene deciso di assegnare due biglietti a ciascun lavoratore e trattandosi di un’azienda che conta 160 unità di personale i conti sono presto fatti: sulla carta servono 320 biglietti ma in realtà l’azienda ne ha acquistati mille. Oltre il triplo.

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