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Lunedì 20 Novembre 2017 | 18:04

a bari dati VII Rapporto RSI

«Responsabilità sociale»
le imprese italiane si impegnano

responsabilità sociale d'impresa

BARI - L’80% delle imprese italiane con oltre 80/100 dipendenti dichiara di impegnarsi in iniziative di Corporate Social Responsibility (CSR), per un investimento globale che ha raggiunto la cifra record di 1 miliardo e 122 milioni di euro. È questo uno dei dati del VII Rapporto sulla Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) in Italia, presentato questa mattina presso il Politecnico di Bari, con la partecipazione di Ferrovie dello Stato Italiane.

Realizzata dall’Osservatorio Socialis, in collaborazione con l'Istituto Ixè, con il sostegno di FS Italiane, l’indagine evidenzia i terreni di maggiore impegno dichiarati dalle aziende impegnate in CSR anche nel Nord: coinvolgimento dei dipendenti, attenzione all’ambiente, lotta agli sprechi, ottimizzazione dei consumi energetici e ciclo dei rifiuti.
«Per quanto concerne il terreno prescelto per le proprie attività di responsabilità sociale - ha spiegato Roberto Orsi, direttore dell’Osservatorio Socialis - a parte l’interno dell’azienda (scelto dall’83% delle aziende) le altre attività di CSR si concentrano in prima battuta sul territorio locale dell’azienda (36%); solo il 9% sceglie di intervenire all’estero. Dunque con la CSR le aziende cercano anche un miglioramento nei propri rapporti di vicinato».
È in questo contesto che con il progetto University Program, avviato in collaborazione con l’Osservatorio Socialis, FS italiane porta la propria esperienza di azienda orientata alla responsabilità sociale e si mette a disposizione degli studenti che vogliono esplorare attraverso la loro tesi di laurea i tanti aspetti dell’attività dell’azienda nel sociale.

«Più un’impresa è grande - ha spiegato Fabrizio Torella, Responsabile Corporate Shared Value di FS Italiane - maggiore è la responsabilità sociale verso il Paese. Da sempre le Ferrovie hanno accompagnato lo sviluppo sociale, culturale ed economico dell’Italia e ora in un momento di prolungata crisi economica internazionale, che ha determinato nuove povertà e inarrestabili flussi migratori, la responsabilità che sentiamo è quella, partendo dalle nostre attività core, di dare un fattivo e concreto contributo allo sviluppo e alla coesione sociale. Per questo stiamo realizzando all’interno delle stazioni un nuovo modello di welfare basato sulla sussidiarietà circolare d’intesa col Terzo Settore e gli Enti Locali, che si concretizza in numerose iniziative: gli Help Center e i centri di accoglienza, il riutilizzo di circa 500 stazioni per scopi sociali, ambientali e culturali, il recupero delle linee dismesse in piste ciclopedonali (Progetto Greenways), che creeranno occupazione e sviluppo territoriale nel segno della mobilità e del turismo sostenibili. Su questi temi segnalo, #opentreno, il blog dedicato alla sostenibilità e tanto altro. C'è bisogno di tutti, delle grandi e delle Piccole Medie Imprese (PMI), del Terzo Settore e delle Istituzioni locali, centrali ed europee per un grande patto della solidarietà: è questo il modo in cui intendiamo la CSR».

«Al Politecnico di Bari pensiamo che la CSR sia un tema chiave nella gestione d’impresa. Le imprese sostenibili, oltre a far bene alla società, sono più innovative e, sempre più spesso, sono premiate da clienti più consapevoli.» Così si esprime Pierpaolo Pontrandolfo, docente del corso di Business e sostenibilità, uno fra gli insegnamenti che al Politecnico espongono gli studenti ai temi della sostenibilità economica, ambientale e sociale. «Da alcuni anni, nell’ambito di Business e sostenibilità, - continua - i futuri ingegneri gestionali ibridano teoria e pratica grazie alle strette relazioni costruite nel tempo con le imprese del territorio. Già molto prima che, da solo qualche mese, il recepimento della direttiva comunitaria 2014/95 rendesse obbligatorio per le grandi imprese comunicare il proprio impegno sulla sostenibilità, alcune decine di Piccole Medie Imprese (PMI) locali, insieme con gli studenti di Business e sostenibilità, hanno svolto un percorso preparatorio alla predisposizione del report di sostenibilità. La Puglia - conclude Pontrandolfo - mostra segnali inequivoci di sensibilità ai temi oggi discussi».

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