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Sabato 21 Ottobre 2017 | 19:50

trovati morti nella profumeria di loro proprietà

Coniugi uccisi a San Severo
forse per una vendetta
Il figlio ammazzò un coetaneo

San Severo, marito e moglie  trovati morti in una profumeria Uccisi con diversi colpi di pistola

Il luogo del duplice omicidio a San Severo (foto Maizzi)

SAN SEVERO (FOGGIA) - Una coppia di coniugi è stata uccisa a San Severo. Nicola Salvatore, 56 anni, è stato ammazzato insieme alla moglie, Isabella Rotondo, 55 anni, all’interno di una profumeria di loro proprietà, da alcuni colpi di arma da fuoco esplosi da due killer. L’uomo, pregiudicato per reati di droga, era di recente scampato ad un altro attentato.

Secondo quanto ricostruito dagli uomini della squadra mobile della questura di Foggia e del Commissariato di San Severo, stamane un pick-up con alcune persone a bordo si sarebbe fermato nei pressi dell’attività commerciale, ne sarebbero scesi due individui che, dopo essere entrati, hanno fatto fuoco contro i due coniugi.

La donna è stata raggiunta da tre colpi ed è morta subito. L'uomo è stato raggiunto da più colpi, alcuni dei quali anche in testa, che non gli hanno lasciato scampo. Le armi usate, secondo i rimi rilievi, sarebbero due pistole cal. 9 o mitragliette dello stesso calibro.

Tra le ipotesi investigative più accreditate al momento c'è quella della eventuale vendetta perché, nell’ottobre del 2016, il figlio minorenne di Salvatore aveva ucciso, forse per questioni legate ad una ragazzina contesa, un giovane san severese, Mario Morelli, minorenne, a colpi di pistola. Per tale omicidio, il figlio della coppia uccisa stamane è in carcere dall'ottobre scorso ed è in attesa di processo con l’accusa di omicidio volontario, aggravato da premeditazione e futili motivi, e del tentato omicidio di un altro amico coetaneo.

Le indagini sull'omicidio di Morelli sono state coordinate dal pm minorile di Bari Carlo Spagnuolo che nelle scorse settimane ha chiesto il rinvio a giudizio del ragazzo che è reo confesso. Nell’udienza del 19 maggio dinanzi al gup i difensori, gli avvocati Massimo Roberto Chiusolo e Matteo Tenace, hanno chiesto il rito abbreviato e il processo è stato rinviato per la discussione al prossimo 14 luglio. L’agguato risale al 6 ottobre 2016. Movente del delitto sarebbe stato un litigio per gelosie dovute a rapporti fra la vittima e la fidanzata del presunto assassino, sorella dell’altro ragazzo rimasto ferito.

Il duplice omicidio di oggi è avvenuto in pieno giorno mentre per strada c'erano diverse persone. Al momento, però, pare che non vi siano testimoni disponibili a ricostruire l’accaduto con la polizia. Gli investigatori stanno analizzando i filmati di alcune telecamere presenti nella zona per ricostruire la dinamica e individuare elementi utili alla identificazione dei sicari. Sembra che la mamma di Isabella Rotondo, la donna uccisa assieme al marito, Nicola Salvatore, fosse nel bagno della profumeria quando è stato compiuto in duplice omicidio di San Severo. La donna 73enne ha sentito il rumore delle armi da fuoco e avrebbe visto un sicario fuggire dalla profumeria. Lo riferiscono i parenti delle vittime e lo conferma la polizia, che ha ascoltato l’anziana. 

L’inchiesta è stata subito presa in carico dalla Direzione Distrettuale Antimafia in quanto si ritiene che il delitto sia collegato con un altro assassinio, quello di un 16enne ucciso alcuni mesi fa dal figlio minorenne delle vittime. Ma non si esclude un regolamento di conti tra clan che si occupano di estorsioni e di spaccio di droga. Il procuratore capo Giuseppe Volpe e il sostituto di turno della Dda Lidia Giorgio sono arrivati a San Severo sul luogo del delitto per coordinare le indagini degli uomini della Squadra Mobile di Foggia. Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per risalire ai killer fuggiti - secondo i primi accertamenti- a bordo di un pick-up.

Peraltro, i due killer, a bordo di un maxi scooter e con il volto coperto con caschi integrali, sarebbero sfuggiti per pochi attimi ad una pattuglia della polizia in giro di perlustrazione in una strada vicina. La pattuglia di poliziotti - a quanto si apprende - è stata fermata da una donna che ha riferito che nella profumeria era in corso una rapina. Pochi attimi dopo i killer sarebbero usciti dal locale percorrendo contromano e sullo scooter via don Minzoni. Ad una cinquantina di metri dal luogo dell’agguato sono stati trovati, per strada, due proiettili di arma da fuoco: forse i sicari, durante la fuga, hanno voluto liberare le armi dai colpi in canna.

Come accennato, solo qualche mese fa, lo scorso dicembre, Nicola Salvatore, considerato un personaggio di rilievo della mala locale, era sfuggito ad un altro attentato. Salvatore era per strada, in viale Di Vittorio a San Severo, in compagnia di un altro pregiudicato, Massimiliano Marinelli di 34 anni, anche lui con precedenti per reati legati al traffico di droga. Entrambi furono raggiunti da alcuni colpi di arma da fuoco, una mitraglietta cal. 9x21. Marinelli fu preso di striscio ad una gamba, mentre Salvatore fu ferito all’addome.

«Assistiamo increduli ad un altro terribile evento malavitoso, un duplice omicidio che scuote i nostri animi, avvenuto in pieno giorno, in una via centralissima ed a due passi da un frequentato mercato ortofrutticolo rionale: dobbiamo purtroppo constatare che la delinquenza non si ferma davanti a nulla». Così il sindaco di San Severo (Foggia), l’avvocato Francesco Miglio sul duplice omicidio avvenuto questa mattina.

«Ho appena chiamato il prefetto Morcone, capo di Gabinetto del ministro dell’Interno Marco Minniti: tra breve partirà una richiesta d’incontro con il ministro, chiediamo di conoscere le decisioni assunte in ordine alle nostre richiesta di istituire in Capitanata il reparto Prevenzione Crimine e la Direzione Investigativa Antimafia, oltre al potenziamento degli organici delle Forze di Polizia». Come sottolinea Miglio «dando atto dell’impegno profuso in questi mesi dalla Prefettura, dalla Questura di Foggia e dai Comandi Provinciali delle Forze dell’Ordine, al Prefetto di Foggia Tirone ho inoltre appena rinnovato il nostro grido di aiuto e di allarme. San Severo è spaventata, questo ultimo atto di stampo malavitoso non può passare inosservato: le modalità, il luogo, l’ora. Fatichiamo a credere che possa essere successo. Chiediamo con fermezza una maggiore sicurezza per tutta la nostra comunità con l’adozione di provvedimenti immediati e mirati. Non si può più aspettare».

Nei mesi scorsi Miglio aveva fatto uno sciopero della fame per sollecitare l’attenzione delle istituzioni nazionali sul tema della sicurezza e della criminalità e per ottenere un significativo rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio.

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