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Lunedì 20 Novembre 2017 | 01:06

Rimossa la memoria storica collettiva chi si ricorda più della Mitropa cup?

BARI - Non si festeggia. Forse perché questo anniversario sportivo lo ricordano in pochi. Eppure la conquista della Mitropa cup del 21 maggio 1990 - alla manifestazione partecipavano dal 1979 al 1992 i vincitori dei campionati di secondo livello (la serie B, per capirci) - entra di diritto nel libro della storia biancorossa perchè è l’unico trofeo conquistato dal club. Fu anche l’ultima partita giocata allo stadio della Vittoria. Un altro motivo per non dimenticare.

Il Bari, allenato da Salvemini, nel gruppo A si sbarazzò con un doppio 3-0 degli jugoslavi Radnicki e degli ungheresi del Pecsi Msc. In finale affrontò la vincente del gruppo B, il Genoa. Finì 1-0 con un gol di con gol di Perrone.

Eppure senza memoria storica non ci possono essere né futuro, né presente. Si perdono i riferimenti e svanisce il senso di continuità delle cose.

Comunque, nessun festeggiamento. Forse anche perché non si sa che fine abbia fatto la Mitropa cup. Il distacco dal passato continua. Un viaggio indietro nel tempo non ha riportato a risultati apprezzabili. C’è qualche sbiadito ricordo della Mitropa cup utilizzata come un secchio per raccogliere l’acqua piovana che cadeva negli uffici della società nell’astronave di Renzo Piano. Leggende metropolitane? Forse.

E se fosse stata smarrita durante i giorni del fallimento quando si raccoglievano e accatastavano le cose? Forse.

O peggio, se qualcuno l’avesse portata via deliberatamente? Forse.

La verità è che la Mitropa cup è ufficialmente scomparsa. E nessuno la cerca. Servirebbe un Indiana Jones dal cuore biancorosso per risolvere il mistero. Invece, nulla. Il silenzio è assordante.

Nella memoria collettiva sportiva è riposta la speranza, premessa che ci aiuta ad avere fiducia in un futuro diverso: prima o poi il Bari salirà in serie A.

Niente ricordi e niente festeggiamenti per la società calcistica più antica di Puglia. Non siamo nulla, insomma, se non ricordiamo ciò che siamo stati.

L’oblìo dilaga. Sulla facciata dello storico locale di via Roberto da Bari dove nel 1908 nacque il Bari non esiste neanche una targa commemorativa. Il filo della tradizione si è spezzato e nessuno sembra interessarsi affinchè sia riannodato. Il calcio vive di passione e di ricordi.

Non a Bari. Dove oltre a targhe e trofei manca anche un museo che racconti e disegni la storia biancorossa.

Gaetano Campione

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