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Giovedì 23 Novembre 2017 | 23:25

Ladisa ristorazione

Tajani visita azienda a Bari
«Questa è Europa che funziona»

Il presidente del Parlamento europeo nell'opificio, costato 12 milioni, realizzato con 4,1 milioni d fondi europei. Assunte 400 persone: ne erano previste 40

Tajani visita azienda a Bari«Questa è Europa che funziona»

Tajani e i fratelli Ladisa (ai lati)

«Vediamo qui concretamente come si può realizzare una realtà industriale moderna, competitiva rispettosa dell’ambiente, impegnata nella tutela della salute utilizzando anche i fondi comunitari. Questo è un grande successo. L’Europa che funziona, si trasforma in una grande industria che dà lavoro a tante persone». Lo ha detto il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, che, prima di partecipare ai lavori di un forum che si tiene a Bari, ha visitato lo stabilimento «Ladisa» della zona industriale del capoluogo pugliese. L’azienda di ristorazione, finanziata con fondi Ue, ha consentito la stabilizzazione di 400 persone: dieci volte di più la meta iniziale.

«L'obiettivo nostro - ha aggiunto Tajani - non è quello di fare un favore agli industriali, noi li vogliamo aiutare perché loro ci mettono la faccia, rischiando, ma senza il loro impegno non si creano posti di lavoro. L’obiettivo è quello di creare posti di lavoro soprattutto per i giovani. Se noi aiutiamo le imprese moderne e competitive queste potranno dare posti di lavoro ai nostri figli». Tajani è stato accolto dai titolari, i fratelli Sebastiano e Vito Ladisa, ed ha visitato l’opificio: costato circa 12 milioni di euro, di cui 4,1 milioni con contributi europei e a fronte di un obiettivo iniziale di 39 assunzioni, il nuovo impianto ha consentito l’assunzione di circa 400 persone, dieci volte di più la previsione iniziale.

Ladisa opera nella ristorazione collettiva scolastica, ospedaliera, istituzionale (Ministeri, Forze armate), aziendale: produce circa 20 milioni di pasti annui, dà lavoro a oltre 3mila e 500 persone (il 70% costituito da donne) e gestisce oltre 600 commesse in diverse regioni italiane dove è presente con 18 sedi produttive. Nel 2016, l’azienda ha registrato un volume d’affari di oltre 100 milioni di euro (il 20% in più rispetto al 2015), con una previsione per il 2017 di un 40% in più grazie a nuove commesse. Nel prossimo quadriennio è previsto un piano di investimenti da circa 40 milioni di euro, tra cui un innovativo progetto di ricerca con il Cnr sulla sicurezza alimentare.

«Al Presidente Tajani - hanno detto i titolari dell’azienda, i fratelli Sebastiano e Vito Ladisa - oggi abbiamo fornito garanzie che i fondi dell’Europa sono spesi bene. Quando i finanziamenti pubblici non finiscono per costruire cattedrali nel deserto o fabbriche fantasma, ne beneficia una intera collettività. Oggi, grazie ai finanziamenti europei, ma soprattutto al all’impegno della nostra famiglia, siamo orgogliosi di aver raggiunto l’obiettivo, anzi di averlo superato. Un dato su tutti: avevamo previsto 39 assunzioni in più, questo investimento ne ha realizzate dieci volte tanto. Perché, per noi, il vero patrimonio dell’impresa è il capitale umano».

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