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Martedì 17 Ottobre 2017 | 10:04

Il caso del Twiga di Otranto

Briatore: perchè lascio la Puglia
«In Italia conta la burocrazia»

L'imprenditore (estraneo alla vicenda penale). in 45 giorni abbiamo avuto un controllo al giorno

Locale per vip a OtrantoBriatore assume già 25

«Non si può lavorare in Italia. Evidentemente la burocrazia conta più di ogni altra cosa. Così non mi interessa». Flavio Briatore, dopo il sequestro per abusivismo edilizio del Twiga, lo stabilimento balneare in costruzione a Otranto, spiega a Repubblica-Bari perché da deciso di ritirare la licenza per l’utilizzo del marchio Twiga all’impresa Cerra sarl che stava eseguendo i lavori.

«Sono fuori, certo mi dispiace - spiega Briatore, che è del tutto estraneo all’indagine -. Mi sembrava una cosa buona per tutti. Però, evidentemente, a qualcuno non piaceva: vorrei capire se tutte le centinaia di attività come quella hanno ricevuto praticamente un controllo al giorno per un mese e mezzo come è successo a questa. E, tra l’altro, sono sicuro che chi ci stava lavorando aveva rispettato tutte e dico tutte le norme, altrimenti non ci avrebbero messo così tanto per sequestrarlo».

Intanto, nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria che nei giorni scorsi ha portato al sequestro probatorio del cantiere in cui si sta realizzando il Twiga Beach, stamani i carabinieri della sezione di pg della Procura di Lecce, insieme ai carabinieri forestali e alla polizia provinciale, hanno acquisito negli uffici del Comune documenti relativi alle concessioni rilasciate nell’ultimo anno per gli accessi al mare sulla costa di Otranto dove si sta costruendo una serie di strutture.

Sarebbero tre, tra cui quella per il Twiga, le concessioni rilasciate dal Comune di Otranto nell’ultimo anno sulle quali il pm Antonio Negro sta indagando. Prima di recarsi in Municipio, gli investigatori hanno compiuto un sopralluogo e una verifica dei luoghi in un’altra struttura balneare che sta sorgendo sul litorale a nord, in località 'La Staffa-Cerrà, ubicata accanto al Twiga e riconducibile alla società 'Salentòs Beach srl'. La società ha ottenuto il permesso a costruire lo scorso aprile dal Comune di Otranto.

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