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Martedì 17 Ottobre 2017 | 00:25

Gasdotto Tap

Blitz polizia per «scortare»
trasferimento 11 ulivi

Tap, sospesi fino a lunedì i lavori di espianto degli ulivi

MELENDUGNO - Nuovi momenti di tensione la notte scorsa dinanzi al cantiere dell’approdo del gasdotto Tap, a San Foca, marina di Melendugno, presidiato notte e giorno da esponenti del comitato che si oppone alla realizzazione della parte finale dell’infrastruttura. Il trasferimento di 11 ulivi dalla sede della società di vigilanza Alma Roma al centro di stoccaggio temporaneo di Masseria del Capitano, tra Melendugno e Vernole, ha fatto scattare l’ennesima protesta eclatante.

Decine di poliziotti in assetto antisommossa intorno all’1.30 hanno compiuto un blitz per consentire che nell’area di approdo del gasdotto si svolgessero le operazioni di trasporto degli ulivi. Gli attivisti del comitato 'No Tap' erano riusciti comunque a sapere dell’arrivo dei poliziotti e, quando sono arrivati al cantiere, gli agenti hanno trovato un centinaio di oppositori del gasdotto seduti per strada che bloccavano l'ingresso dei mezzi della multinazionale Tap destinati al trasporti degli ulivi.

Non ci sono stati scontri tra forze dell’ordine e oppositori del gasdotto, ma i poliziotti sono stati costretti a spostare di peso i manifestanti che si opponevano al passaggio dei camion. Gli 11 ulivi in questione erano stati eradicati lo scorso 1 aprile nell’area del cantiere di San Basilio, a San Foca di Melendugno ed erano rimasti provvisoriamente lì dopo la protesta messa in atto dalla popolazione locale in strada. Sono in tutto poco più di 200 gli ulivi eradicati in momenti diversi - tra le proteste degli attivisti 'No Tap' - nell’area del cantiere e invasati con l’obiettivo di reimpiantarli quando verrà realizzato il micro-tunnel.

Lo spostamento delle piante la notte scorsa si è reso necessario per consentire al consorzio Tap di realizzare una serra, indispensabile per far sopravvivere le piante e metterle al riparo da fitopatogeni. Le piante poi, come tutti gli ulivi eradicati nel cantiere, dovrebbero essere nuovamente trapiantate laddove sorgerà il micro-tunnel del gasdotto.

Le proteste odierne arrivano dopo alcuni giorni di relativa calma seguiti alla manifestazione che un centinaio di sindaci del Salento, insieme ad una delegazione del comitato 'No Tap', ha tenuto l’11 maggio scorso sotto la sede di palazzo Chigi per chiedere di trovare un altro approdo al gasdotto. Manifestazione alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e l’oncologo salentino Giuseppe Serravezza, che in precedenza per protesta contro la decisione del governo di realizzare la parte finale dell’infrastruttura a San Foca, aveva attuato uno sciopero della fame e della sete per quasi due settimane. 

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