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Domenica 19 Novembre 2017 | 09:50

Depuratore di Manduria

Aqp sospende i lavori
Ora la parola al Consiglio

L'Acquedotto pugliese ha fermato le opere a tempo indeterminato

Aqp sospende i lavori Ora la parola al Consiglio

Nando Perrone

MANDURIA Mentre l’Aqp sottoscrive un’ordinanza di sospensione dei lavori sine die, il cerino acceso sulla decisione finale relativa alla localizzazione del depuratore ritorna al Consiglio comunale di Manduria. Mentre nel pomeriggio di oggi si riunisce il comitato di lotta unitario di Avetrana per decidere le prossime forme di protesta (è molto probabile che se ne programmi una a Manduria), ci si interroga sulla volontà dei vari consiglieri comunali della città messapica.

Dopo che la Regione ha sostanzialmente dichiarato irricevibili le ipotesi C e D (in entrambi, come ha fatto notare Legambiente, esistono dei vincoli), e in attesa degli approfondimenti per la E (per la quale la Regione ha già espresso delle perplessità), l’Amministrazione di Manduria (o quanto meno la maggioranza), dovrebbe dunque virare per l’ipotesi B.

«Il sindaco di Manduria lunedì scorso si è incatenato insieme ad altri sindaci per impedire l’inizio dei lavori in zona Urmo» ricorda il consigliere avetranese del Pd, Emanuele Micelli. «Lo ringraziamo pubblicamente per tale gesto e la conseguente richiesta di sospensione di lavori; ora non capiamo chi o cosa gli impedisca di portare in Consiglio comunale la delibera di spostamento del sito. Non vorrei i 24 consiglieri comunali di Manduria passassero alla storia per coloro che accettano il depuratore in quella zona. Il consigliere comunale si esprima liberamente sulle ipotesi in campo rispettando la legge e il popolo».

Avetrana, insomma, spera che in Consiglio, a Manduria, si possa formare una maggioranza trasversale che indichi una soluzione differente all’ipotesi B.

«Io non sono stato affatto contrario allo spostamento del sito del depuratore perchè su questo si era già espressa la maggioranza del Consiglio comunale di Manduria ponendo due pregiudiziali: nessuna forma di scarico in mare con interruzione della spiaggia e rispetto dell’accordo di programma quadro per la tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche che prevede la costruzione di un depuratore a servizio delle reti fognarie di Sava, Manduria e marine di Manduria» chiarisce il geologo Mario Del Prete, tecnico di fiducia del Comune di Manduria, che poi si sofferma su possibili modifiche da apportare all’ipotesi B. «I reflui, transitoriamente non trattati, avranno uno stoccaggio provvisorio fino al trattamento e non saranno oggetto di scarico emergenziale. Perciò sarà possibile, escludendo il Chidro per diverse ragioni, scaricarli nei corsi d’acqua Fontana di Specchiarica o Borraco, con spostamento del buffer 2 nella zona di masseria Marina o vicino alla provinciale in località Cinta di Specchiarica».

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