Cerca

Lunedì 11 Dicembre 2017 | 02:50

durante una trasmissione del 2007

«Forum» diffamò Nardò
sì risarcimento: 20mila €

Dalla Chiesa e Rti non appurarono la verità sul caso del senzatetto

Rita Dalla Chiesa

di BIAGIO VALERIO

NARDO' - Il Comune di Nardò vince anche in Corte d’Appello la causa contro Rita Dalla Chiesa, all’epoca conduttrice della trasmissione di Rete 4 “Forum”, e Rti Spa: confermata la condanna di primo grado con risarcimento al Comune di 20mila euro per il reato di diffamazione. Tutto accade durante la trasmissione del 19 aprile 2007 quando in trasmissione viene raccontata la vicenda di Luigi Stifanelli, un commerciante ora in pensione, il quale è già un personaggio in città perché ritiene che l’Amministrazione di Nardò gli abbia negato un idoneo alloggio popolare, costringendolo - a suo dire - a dormire all’interno della propria autovettura. Le foto dell’uomo parcheggiato davanti al municipio con il “numero civico” stampato su un foglio di carta apposto sul parabrezza fanno il giro d’Italia.

La narrazione giornalistica avviene mentre la signora Dalla Chiesa manda in onda un repertorio fotografico in cui l’uomo appare all’interno della propria vettura utilizzata come alloggio di fortuna. Vengono fatte affermazioni considerate denigratorie nei confronti della città dal sindaco pro tempore, Antonio Vaglio. Menefreghismo e disinteresse dell’Amministrazione di fronte ai problemi della comunità sono ribaditi durante la trasmissione e Vaglio, che ha la registrazione del servizio, ritiene non veritiero il servizio tanto da chiedere all’avvocato Paolo Gaballo di assumere la difesa dell’ente.

Secondo il legale, in particolare, la vicenda esposta durante la trasmissione non aveva il minimo fondamento di verità, in quanto il Comune aveva offerto più volte degli alloggi popolari, che erano stati immotivatamente rifiutati da Stifanelli, ed era stata diffusa televisivamente una versione negativa per l’immagine e la reputazione dell’Amministrazione e dell’intera comunità neretina. Nel giudizio di primo grado il giudice Katia Pinto, dopo aver acquisito il video della trasmissione ed ascoltato tutte le parti interessate, condannava Rita Dalla Chiesa e Rti Spa in solido tra loro a risarcire i danni subiti dal Comune, pari a 20mila euro, oltre al pagamento delle spese processuali.

Ma i due, ed anche Stifanelli, promuovevano appello e sempre Gaballo, questa volta su incarico del sindaco Risi, continuava la tutela dell’ente.

Ieri l’altro la Corte d’Appello di Lecce si è pronunciata accogliendo le tesi di Gaballo e respingendo gli appelli di Rita Dalla Chiesa, Reti Televisive Italiane e Luigi Stifanelli: confermata la sentenza di primo grado e la condanna risarcitoria in favore del Comune.

Secondo la Corte d’Appello, «la verità dei fatti, cui il giornalista ha il preciso dovere di attenersi, non è stata rispettata, in quanto pur essendo veri i singoli fatti riferiti, sono stati taciuti altri fatti. La trasmissione televisiva aveva omesso di riferire le azioni di tipo sociale e amministrativo poste in essere dall’amministrazione nel periodo intercorso tra l’intervento dei giornalisti sul posto e la trasmissione del servizio, tra le quali il reperimento di un alloggio per lo stesso Stifanelli. La verità non è più tale se è “mezza verità” o verità incompleta”».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione