Cerca

Martedì 21 Novembre 2017 | 09:24

Serie B

Il Bari e gli investimenti falliti
un monte ingaggi da playoff

Giancaspro ha un «tetto» di 5,6 milioni, il sesto del campionato

Il Bari e gli investimenti falliti un monte ingaggi da playoff

BARI -I numeri bocciano il Bari. Non partecipare ai playoff costerà caro ai biancorossi. Conti alla mano, infatti, la mancata qualificazione agli spareggi promozione rende decisamente pesante la gestione finanziaria del club biancorosso, così come potrebbe riverberarsi in futuro. La considerazione parte dal monte ingaggi biancorosso: con 5,6 milioni, il club pugliese ha la sesta quota emolumenti della serie B. Tuttavia, la società pugliese è tra quelle che hanno fruttare peggio la spesa. Basti pensare che ogni punto conquistato dai galletti è costato ben 105.660 euro. Il Verona ha il monte ingaggi più alto della B con 14,8 milioni ed il rapporto con i punti incamerati è più alto (205.555 euro), ma è pur vero che gli scaligeri sono in piena corsa per la promozione diretta.

«Costano» di più anche Carpi (6,7 milioni complessivi, media di 115.517 euro a punto) e Spezia (6,3 milioni, 112.500 euro a punto), ma emiliani e liguri sono pur sempre in zona playoff, sempre che vengano disputati. È in maggiore perdita, invece, il Cesena (5,5 milioni, 112.244 euro a punto), fuori da ogni ambizione. Il Frosinone ha un rapporto qualità/prezzo migliore: 7,3 milioni di ingaggi, ma 102.816 euro punto, con la prospettiva di tornare nel paradiso del calcio. Se la cava meglio pure il Benevento (5,9 milioni, 100mila euro a punto), mentre sul podio dei virtuosi salgono Cittadella (appena 2,1 milioni, con 36.842 a punto), la protagonista assoluta Spal (3,3 milioni, 44mila euro a punto), ed il Perugia (3,2 milioni, 52.459 euro a punto).

Altra nota dolente: il calo di pubblico. Rispetto allo scorso anno, il Bari, pur mantenendo il primato nel ranking di presenze, ha perso oltre 100mila spettatori complessivi e la media è scesa da quota 21.413 persone a partita a 16.464. Senza considerare che, senza i playoff, i galletti non disputeranno le sfide più affascinanti, potenzialmente in grado di generare pienoni. Una tendenza che si rivelerà difficile da invertire: la delusione della piazza si tradurrà, a meno di un mercato estivo «top», in ulteriore diminuzione di abbonamenti. Ecco perché tutto sommato risulta irrisorio il risparmio che viene da un paio di fattori. Senza playoff, innanzitutto, si chiuderanno il 30 giugno i rapporti sia con l’ex allenatore Roberto Stellone (tra premi ed ingaggio avrebbe percepito 800mila euro lordi), sia con l’attuale tecnico Stefano Colantuono: il biennale del primo avrebbe avuto validità solo con l’accesso agli spareggi promozione, il rinnovo automatico del secondo sarebbe avvenuto soltanto con la serie A. Ad oltre un milione, inoltre, ammontano premi e bonus che sarebbero scattati a favore dei calciatori in caso di approdo alla «coda» del torneo. A conti fatti, l’amministratore unico Giancaspro avrebbe preferito sostenere tale investimento. Ora, invece, gli toccherà spendere ancora per ritentare la scalata.

Davide Lattanzi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • dinox

    10 Maggio 2017 - 19:07

    grossi errori di compravendita, cito uno solo, Rosina dava l'anima e classe in campo

    Rispondi

Altri articoli dalla sezione