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Lunedì 20 Novembre 2017 | 10:31

Ancora proteste

Presidio di donne e bambini
contro il depuratore di Manduria

Manduria, presidio di decine di persone  contro il depuratore

Manduria, presidio di decine di persone contro il depuratore

TARANTO - Anche oggi presidio di decine di persone, con in prima linea donne e bambini, in prossimità del cantiere allestito per la realizzazione del nuovo depuratore consortile di Manduria, in località Urmo Belsito-Specchiarica.

I manifestanti, alcuni dei quali si sono incatenati simbolicamente all’ingresso dell’uliveto e sono sul posto sin dalle prime luci dell’alba, si oppongono alla localizzazione dell’impianto a ridosso della riserva naturale e all’ipotesi di scarico a mare dei liquami. L’obiettivo è quello di impedire a mezzi e operai della ditta Putignano l’eventuale prosecuzione dei lavori in attesa della convocazione, da parte della Regione Puglia, del tavolo tecnico-politico congiunto richiesto dai sindaci di Manduria e Avetrana per individuare «una soluzione tecnicamente e giuridicamente accettabile - è detto nel documento - ed ampiamente condivisa».

Una barriera umana, composta in gran parte da donne e bambini, ha in effetti poi respinto stamani l'avanzata delle ruspe nel cantiere allestito per la realizzazione del nuovo depuratore. Non ci sono stati incidenti e la protesta è avvenuta sotto lo sguardo delle forze dell’ordine presenti sul posto dalle 6 di questa mattina.

E’ stato diffuso anche un appello su Facebook con l’invito ai cittadini a raggiungere il cantiere: «Accorrete numerosi - è il messaggio postato sul socia network - sul posto non lasciate da soli i bambini a difendere il nostro mare». I camion al momento sono fermi e i manifestanti continuano a protestare in maniera pacifica cantando e scandendo slogan.

Il sindaco di Avetrana Antonio Minò, in un post su Facebook ha scritto: «Lottiamo insieme per il futuro dei nostri figli a difesa del territorio e del mare. Vogliamo uno sviluppo turistico ecocompatibile. Un vero grazie per tutti coloro che sono presenti a lottare».

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