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Giovedì 23 Novembre 2017 | 04:18

un diverbio per futili motivi

Lite tra nigeriani al Cara di Bari
finisce in tragedia: un morto

Nigeriana accoltellata al Cara la polizia ferma un connazionale

Il Cara di Bari

BARI - Litigano per l’uso di una vaschetta di plastica, si affrontano con i coltelli, uno, il più giovane, di soli 22 anni, muore, l’altro è ora ricoverato in gravi condizioni in ospedale. E’ accaduto nel Centro richiedenti asilo di Bari-Palese. I due migranti, entrambi di nazionalità nigeriana, Idemudie Austine, di 22 anni e Oliver Uche, di 40, hanno litigato per un contenitore di plastica. Un futile motivo ha scatenato l’ira di entrambi. E durante il litigio è stato utilizzato un coltello da cucina con una lama di 10 cm. Inutile l'intervento di altri ospiti del Cara che hanno tentato, senza riuscirci, di dividere i due, arrivati in Italia nello stesso periodo, circa un anno fa. Da tempo abitavano dello stesso modulo. Ad avere la peggio è stato il più giovane che, a causa delle ferite riportate durante la colluttazione, è morto poco dopo. Anche il 40enne ha riportato lesioni di arma da taglio: è stato soccorso dagli operatori del 118 ed è ora ricoverato in prognosi riservata nell’ospedale 'San Paolo' dove è piantonato dai carabinieri. Il corpo del migrante deceduto è stato portato nel reparto di medicina legale del policlinico di Bari, a disposizione del magistrato di turno.

«In quel centro di accoglienza - racconta il coordinatore regionale di Noi con Salvini in Puglia, Rossano Sasso - è esplosiva, fuori controllo», un centro «sovraffollato dove le illegalità - aggiunge - sono diffuse e dove con una tremenda quanto precisa cadenza settimanale si verificano violenze di ogni genere».
Le difficili condizioni di vita del Cara di Bari-Palese vengono sottolineate anche dal deputato barese del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Brescia, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema d’accoglienza. Ad aprile il deputato pugliese aveva effettuato visite nel Cara di bari, nelle strutture Cara e Cie di Brindisi e nell’hotspot di Taranto. Al termine delle visite aveva denunciato le condizioni di accoglienza dei centri, in particolare nel centro di Bari dove sono ospitate 1000 persone in più rispetto ai posti disponibili: 1773 migranti a fronte di 770 posti. Secondo Brescia «le condizioni in quel centro sono tali che inevitabilmente gli animi si inaspriscono». Solo pochi mesi fa sempre nel Cara di Bari-Palese altri due migranti finirono in codice rosso in ospedale con ferite da armi da taglio.

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