Domenica 15 Luglio 2018 | 21:30

orfini presidente, de santis (emiliano) vice

Assemblea Pd incorona Renzi
«Il partito non è un luogo
dove tutti si sparano contro»

Martina è il vicesegretario unico

Pd, Renzi proclamato segretario dall'assemblea

Matteo Renzi è stato proclamato segretario del Partito democratico, dall'assemblea del Pd, che è composta da 449 donne e 551 uomini. Renzi conta 700 delegati, Andrea Orlando 212, Michele Emiliano 88.

Maurizio Martina è il vicesegretario unico del Pd. Sette gli astenuti.

Matteo Orfini è stato eletto presidente del Pd dall’assemblea Pd: tutti favorevoli tranne 16 no e 60 astenuti. Barbara Pollastrini (mozione Orlando) e Domenico De Santis (mozione Emiliano), vicepresidenti. Francesco Bonifazi è stato confermato tesoriere con 11.

"Oggi si rimette in gioco un'esperienza di popolo che non ha paura di ripartire e di ricominciare mettendo al centro le persone", ha detto l'ex Presidente del Consiglio nel suo intervento all'assemblea del Pd ricordando che esattamente "5 mesi fa mi dimisi da premier".

"In cinque mesi - ha proseguito Renzi - nel Pd ne sono successe di tutti i colori: abbiamo assistito a polemiche, litigi, scissioni, dando l'impressione di una comunità che sa solo litigare tradendo lo straordinario messaggio che il nostro popolo ci dà e ci ha ridato nelle primarie: non ha vinto Renzi nè Orlando nè Emiliano, ma la comunità che crede che la politica è una cosa seria, un Pd che non litiga, non si scinde, non è luogo dove tutti sparano contro il quartiere generale. Altro che partito personale: il Pd è una comunità che ha a livello mondiale punti di riferimento come Barack Obama e a livello locale l'impegno di persone" come il sindaco di Castel Volturno. "Quale partito personale può essere un partito fatto da questo straordinario cotè di relazioni umane".

"Dobbiamo dare di più e io nella prima esperienza non sono stato ad altezza, nei prossimi mesi voglio lavorare sul doppio binario: da un lato il territorio, gli amministratori ed i circoli che dobbiamo spalancare per difendere una comunità non di codici fiscali ma di persone. E al tempo stesso abbiamo un problema con il web che è diventato un incredibile luogo dove noi non siamo stati protagonisti. Il progetto Bob partirà con la nuova segretaria". Così Matteo Renzi invitando a stare lontani dal "chiacchiericcio".

"Da cinque mesi diciamo con forza che nessuno del Pd ha messo o metterà in discussione il sostegno al governo guidato da Paolo Gentiloni a cui va la nostra amicizia, stima e riconoscenza per il lavoro che fa. Lo diremo per tutti i giorni fino alla fine della legislatura", ha aggiunto Renzi. "Ci siamo assunti la responsabilità di portare avanti il governo mentre gli altri si sono tirati indietro", ha sottolineato.

"La durata della legislatura non dipende da noi ma dal governo stesso e dal lavoro Parlamentare", ha aggiunto.

"Chi ha la maggioranza in prima commissione al Senato, gli stessi che hanno fatto la grande coalizione contro la riforma istituzionale, ha la responsabilità di fare una proposta e il Pd ci sta con chicchesia purché la legge elettorale sia decente", ha detto Renzi. "La legge elettorale è un capitolo fondamentale per la tenuta democratica del Paese ma sul quale il Pd non farà il capro espiatorio: non ci facciamo prendere in giro dagli altri partiti. Non saremo il signor Malaussene di Pennac", ha aggiunto il segretario del Pd.

"Con stima, riconoscenza, filiale amicizia e deferenza diciamo a Mattarella: la responsabilità di questo stallo sulla legge elettorale è di chi in Senato ha la maggioranza. Non saremo noi a farci inchiodare sulle responsabilità e dalle responsabilità" di chi "aveva promesso" che "le riforme sarebbero state fatte in sei mesi. Invece non sono riusciti a fare nemmeno la legge elettorale", ha detto Renzi. "Noi il governo del Paese lo assicuriamo, la proposta sulla legge elettorale la diano gli altri".

Legittima difesa - "Nessuno di noi vuole privatizzare la forza o aumentare le armi. Ma la verità è che quello che non è percepito come buonsenso impaurisce. Le statistiche dicono che i reati diminuiscono ma restano statistiche se i cittadini hanno paura. Non abbiamo mai inseguito la destra. Però come la spieghi una distinzione tra giorno e notte? O accetti come valore la legittima difesa o non la spieghi. Lavoriamo per più poliziotti, abbiamo bloccato i tagli. Ma dobbiamo fare anche un lavoro diverso sulla percezione", ha detto Renzi.

EMILIANO: NON SERVONO SUPERUOMINI - «Mi sento parte di questa comunità che il 14 ottobre del 2007 abbiamo fondato, costruimmo un progetto politico che inizialmente a qualcuno sembrava freddo». Lo dice il presidente della Puglia Michele Emiliano all’assemblea Pd.
«L'Italia è un Paese smarrito, impaurito, non siamo riusciti a riscuotere pienamente la sua fiducia, a ricostruire una volontà di combattimento. Un nuovo fallimento avrebbe proporzioni gravissime. E un nuovo fallimento del Pd non fa comodo ai tuoi avversari interni, Matteo», aggiunge. «Questa è un’unica arca nella quale sono comprese tutte le speranze e le possibilità per consentire all’Italia di venire fuori dalle crisi di questi anni», prosegue. «Io vedo la tua sofferenza. E allora questa sofferenza mostrala. Perché questa gente non ha bisogno di superuomini al comando. A vincere è la comunità». 

EMILIANO: CERTEZZA SULLE REGOLE PRIMARIE - «La carriera politica di ciascuno di noi non può essere più importante della verità che ciascuno di noi deve mettere in campo: verità è stare in mezzo alle persone. Si deve ricostruire il partito. Bob non so come funzionerà: spero sarà una piattaforma che consentirà a ciascuno di fare a meno del tesseramento come elemento per legittimarsi al voto e per coinvolgere i movimenti civici mentre oggi il partito viene vissuto come una specie di fortino». 

«Abbiamo bisogno di regole più certe sulle primarie e una legge sui partiti che devono essere contendibili per essere tali: servono primarie più 'normatè e meno affidate ai volontari. E serve uno statuto del militante per evitare novità dell’ultimo momento, come quella di un passaggio da una corrente all’altra. Abbiamo dato vita a un congresso con il rito abbreviato, ma lo abbiamo fatto e ci siamo battuti come è stato possibile dando l’idea di quello che il Partito democratico può ancora fare per questo Paese», aggiunge.

SUI PROGRAMMI GARANTIAMO LEALTA' - «Non chiedere a noi di smettere di litigare tout court, senza una causale. Prova a prevenire le divisioni consentendo un dialogo con due mozioni che non entrano tecnicamente in maggioranza, ma che hanno dal mio punto di vista il dovere di sostenerti nella misura in cui tu sarai capace di costruire sui programmi un’unità di azione». Lo dice Michele Emiliano al segretario Matteo Renzi, dal palco dell’assemblea nazionale del Pd.
«Sui programmi tu potrai contare sulla lealtà degli uomini e delle donne che mi hanno sostenuto e credo di tutto il partito», aggiunge.

EMILIANO:  «Hasta la victoria, signor segretario». Così Michele Emiliano conclude il suo intervento in assemblea Pd, tornando a citare Che Guevara. «Non aspettiamo altro che vederti consapevole del ruolo sovrumano che ricopri», dice tra l’altro il governatore a Renzi. "I segretari dei partiti della sinistra in Italia sono dei martiri: lo sai perché qualcuno lo hai martirizzato tu in passato», aggiunge. 

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