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Martedì 21 Novembre 2017 | 22:19

Taranto, Ilva ed Eni
arrivano i deputati Ue

A luglio una «due giorni» della commissione Petizioni del Parlamento europeo

Taranto, Ilva ed Eniarrivano i deputati Ue

Una nuova visita parlamentare all’Ilva. Il 18 e il 19 luglio prossimi la commissione Petizioni del Parlamento europeo visiterà infatti il siderurgico ma anche la raffineria Eni. Lo rende noto l’eurodeputata tarantina Rosa D’Amato (M5S), precisando in un comunicato che «si tratta di una missione che era stata rinviata e che grazie al nostro impegno, e in particolare della collega Eleonora Evi, siamo riusciti a ricalendarizzare. E’ anche una vittoria dei cittadini che hanno presentato le due petizioni sull’Ilva che sono giunte al Parlamento europeo». Per D’Amato, «la salute e l’ambiente vanno tutelati, il mostro va chiuso. Uniti, da Taranto a Bruxelles, ce la possiamo fare».

D’Amato quindi specifica che «nel corso della “due giorni” la commissione Petizioni incontrerà i rappresentanti di Arpa, Asl, Prefettura, ma anche i cittadini che hanno presentato le petizioni, le Ong e i sindacati. Vedremo se in quei giorni - prosegue D’Amato - l’Ilva avrà nuovi potenziali acquirenti. Di sicuro, l’impianto continua ad inquinare e uccidere. Per questo va fermato, lanciando al contempo un grande progetto di riconversione del territorio che sfrutti le potenzialità enormi che abbiamo per uno sviluppo sano, equo e sostenibile».

E se D’Amato insiste nella chiusura dell’Ilva, il governatore pugliese Michele Emiliano chiede che «tutte le forze politiche e parlamentari» esercitino «una legittima pressione politica sul Governo» affinché l’acquirente dell’Ilva di Taranto non sia scelto «solo sulla base di requisiti economici». Emiliano, che ieri è intervenuto su questo al Consiglio regionale, ha detto che «ad oggi sono in corso le procedure per la vendita dell’Ilva e abbiamo provato in maniera molto determinata a chiedere al presidente del Consiglio, che abbiamo incontrato, di inserire nella procedura di vendita come elemento di migliore valutazione delle eventuali offerte il processo di decarbonizzazione». «Ci risulta - ha aggiunto Emiliano - che uno dei due concorrenti, credo la cordata Jindal-Del Vecchio, abbia inserito questi elementi di decarbonizzazione. Viceversa la cordata Mittal-Marcegaglia non avrebbe inserito queste procedure, ritenendo di poter stare sotto certi livelli di emissione utilizzando produzioni realizzate in altri siti». «Auguro quindi - ha sostenuto Emiliano - che le forze politiche riescano a esercitare sul Governo una pressione affinché lo stesso si impegni a fare valutazioni avendo come possibile scenario la tutela della salute delle persone e gli elementi di competitività del “Sistema Italia”».

E intanto i «Genitori Tarantini», dopo l’incontro avuto mercoledì col prefetto di Taranto, Donato Cafagna - incaricato di riceverli dal presidente della RepubbIica, Sergio Mattarella - dicono che questo confronto, «ad un mese esatto dalla prima convocazione, ha prodotto alcuni risultati. Tra questi - si osserva - , il più importante è stata la proposta da parte del prefetto di istituire un tavolo tecnico e di confronto tra il commissario alle bonifiche, Vera Corbelli, i rappresentanti di Arpa Puglia, dell’Asl di Taranto e dei “Genitori Tarantini”». «Vista l’urgenza dei temi proposti», i «Genitori Tarantini» si dicono «certi che il primo incontro verrà organizzato dal prefetto in tempi strettissimi. Tuttavia, sicuri del fatto che la salute dei bambini di Taranto meriti la primaria attenzione di tutte le più alte istituzioni dello Stato, i “Genitori Tarantini” - si osserva - non abbandonano l’idea di poter incontrare il presidente della Repubblica, magari durante la sua visita che sembra essere stata organizzata per l’apertura dell’anno scolastico 2017-2018 alla scuola Pirandello nel quartiere Paolo VI». Prima di incontrare il prefetto, infatti, i «Genitori Tarantini» si erano rivolti con una serie di lettere a Mattarella descrivendo la situazione di Taranto. E ora lo stesso comitato dice che «una comunità non si arrende davanti ad ogni tipo di violenza: da quella spicciola seppur grave ad opera di giovani tarantini a quella continua ed offensiva del diritto alla vita e alla salute da parte dei Governi che si sono succeduti negli ultimi cinque anni impegnati in una macabra gara a suon di decreti legge pro-Ilva».

E sull’incontro in Prefettura del comitato dei «Genitori Tarantini», il consigliere regionale Giuseppe Turco («La Puglia con Emiliano» chiede «tempi certi sull’istituzione del tavolo tecnico. Mi auguro - aggiunge - che il presidente Mattarella incontri al più presto le madri e i padri di Taranto che da tempo lottano per la salute dei propri figli. Sono convinto che il capo dello Stato, dall’alto della sua sensibilità istituzionale, e alla luce non a caso della sua visita al Paolo VI per l’inaugurazione del prossimo anno scolastico, stimolerà il Governo nell’adozione di iniziative tempestive ed adeguate perché sinora, in questa travagliata vicenda, la loro parte l’hanno fatta solo i magistrati, le cui azioni si sono dimostrate efficaci. «Sì, proprio i magistrati - conclude Turco - perché senza il loro intervento il caso Taranto-Ilva non sarebbe mai esistito».

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