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Martedì 21 Novembre 2017 | 18:22

Crac del gruppo

Ilva, Adriano Riva rinuncia
a prescrizione per patteggiare

MILANO - Adriano Riva, fratello di Emilio (l'ex patron dell’Ilva di Taranto morto tre anni fa), accusato di bancarotta, truffa allo Stato e trasferimento fittizio di valori, nel procedimento sul crac del gruppo che controllava il colosso siderurgico, ha deciso di rinunciare alla prescrizione che sarebbe scattata a fine mese per l’imputazione di trasferimento fittizio nell’ambito di una nuova istanza di patteggiamento presentata oggi al gup di Milano Chiara Valori.

Davanti al gup punteranno a patteggiare anche Fabio e Nicola Riva (non hanno presentato istanze), dopo che lo scorso 14 febbraio un altro gup ha respinto i patteggiamenti per i tre indagati. Il gup Valori ha rinviato l’udienza al prossimo 17 maggio in attesa della decisione della Royal Court del Jersey sullo svincolo di 1,3 miliardi di euro, custoditi in 7 trust e sequestrati nell’inchiesta. Cifra che i Riva vorrebbero mettere sul piatto per i patteggiamenti. Sul rientro in Italia di quei soldi destinati alla bonifica dello stabilimento Ilva dovrà poi esprimersi il Tribunale di Losanna il 31 maggio.

Lo scorso 14 febbraio, infatti, il gip Maria Vicidomini (e non il gup come scritto in precedenza) in fase di indagini aveva respinto le richieste di patteggiamento dei tre indagati, che avevano avuto l’ok dei pm, ritenendo l’entità delle pene troppo bassa. Lo stesso giudice, tra l’altro, nel provvedimento aveva bocciato anche l’intesa con cui i Riva, lo scorso dicembre, hanno dato l’assenso a far rientrare in Italia 1,33 miliardi di euro per metterli a disposizione della bonifica ambientale dello stabilimento tarantino proprio in vista dei patteggiamenti in sede penale.

I pm Stefano Civardi e Mauro Clerici, a quel punto, hanno chiuso le indagini e il 3 marzo scorso hanno inoltrato al gup la richiesta di rinvio a giudizio. Ora in udienza preliminare i difensori potranno provare ancora a far patteggiare i loro assistiti e oggi, infatti, i legali di Adriano Riva hanno depositato una nuova richiesta al gup (che ha avuto l’ok della Procura) a condizioni più gravose della precedente, tra cui appunto la rinuncia alla prescrizione che sarebbe scattata a breve per uno dei tre reati che gli vengono contestati.

E’ probabile poi che, se nel frattempo il 12 maggio prossimo il Jersey sbloccherà i fondi, anche gli altri due indagati si presenteranno in udienza il 17 maggio con nuove istanze di patteggiamento. Dalla decisione del Jersey, infine, dipende anche quella del Tribunale svizzero che dovrebbe dare il via libera al rientro dei soldi in Italia.

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