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Martedì 21 Novembre 2017 | 09:24

Serie B

Floro Flores sgombra
il campo dagli equivoci
«Resterei a Bari anche in B»

Floro Flores sgombra il campo dagli equivoci«Resterei a Bari anche in B»

di Davide Lattanzi

BARI - Un chiarimento a 360 gradi. Antonio Floro Flores ha voluto metterci la faccia. L’attaccante napoletano non gioca da cinque gare. La sua ultima apparizione risale allo scorso quattro aprile, alla interna con il Latina, quando un infortunio muscolare lo costrinse alla sostituzione. Da allora, i biancorossi non hanno né vinto, né segnato. Facile intuire che non possa essere un caso. Un’assenza pesante al punto da indurre qualcuno a pensieri maligni, soprattutto nel mondo social. Magari ragionando sul fatto che il bomber campano (autore di quattro reti con i galletti) fosse giunto in prestito e non volesse rischiare più di tanto sul piano fisico.

«Ecco perché si è reso necessario parlare», la premessa di Floro Flores. «A me piace rispondere ai tifosi sui social. Quando sono arrivato, conoscevo bene la storia di questa squadra, le vicissitudini che ha passato negli ultimi anni con il calcioscommesse, la beffa di vedere qualcuno che ha rovinato questo club giocare in serie A. Perciò rispetto particolarmente la città e la tifoseria. Ebbene, qualcuno ha dubitato sul mio infortunio: posso comprenderlo, ma mi sento in dovere di spiegare. Sull’aspetto professionale, sul “calciatore” posso accettare qualsiasi giudizio negativo. Ma sull’uomo no. Ogni mio traguardo è arrivato con sacrifici indescrivibili: nessuno mi ha regalato nulla. E ho quattro figli per i quali devo essere un esempio. La mia integrità morale non deve essere messa in dubbio».

Il 33enne partenopeo parla con grande trasporto. «Ho subito molti infortuni in carriera: alcuni decisamente gravi. Vivo malissimo la lontananza dal campo, il non poter aiutare la squadra o la mancanza dai miei compagni. In estate a Verona ho rischiato la rottura del tendine d’Achille: ho saltato la preparazione e alla lunga l’ho pagata. Ho anche provato ad accelerare i tempi di recupero: volevo a tutti i costi rientrare con il Pisa, ma ho subito una ricaduta. Sono stato ad Udine soltanto per curarmi dal mio fisioterapista di fiducia. Ora sto meglio: spero proprio di tornare per il match con l’Ascoli».

Il prestito di Floro Flores scadrà a giugno: senza promozione, il Bari non è obbligato a riscattarlo. «Ma la mia storia in biancorosso non è chiusa», replica. «Sono venuto qui con il massimo entusiasmo e sono pronto a restare. L’ho manifestato apertamente al presidente ed al direttore sportivo. Non sono uno che lascio la barca con il mare in burrasca, piuttosto preferisco affondare. Ad Arezzo sono retrocesso, pur potendo andarmene nel mercato invernale. Sono venuto qui con il sogno di vedere 60mila spettatori al San Nicola e vorrei andarmene con questa immagine negli occhi. Se non ce la facciamo adesso, mi propongo come punto di ripartenza. In B, vince chi ha un progetto: qui c’è una società che ha tanti obiettivi interessanti, ma va dato il tempo di realizzare qualcosa di bello. Io, però, non mollo. I playoff sono distanti solo tre punti: non sarà facile acciuffarli e ormai non dipende solo da noi. Ma cominciamo a battere l’Avellino: lo dobbiamo ai tifosi perché per loro sarà un match molto sentito».

Già, ma come può riuscire in un’impresa il Bari dell’ultimo mese? «La squadra ha pagato la perdita di Brienza: in questa categoria nessuno ha la sua qualità», la spiegazione di Floro Flores. «Con le difficoltà, è venuto meno prima il morale, poi la personalità. Inutile negarlo: siamo sotto un treno. Le recenti prestazioni lanciano il messaggio che non crediamo abbastanza nel traguardo prefissato. Ma se facciamo mea culpa, possiamo invertire la tendenza. La matematica ci concede ancora qualche chance: è doveroso provarci».

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