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Manfredonia

Rischio sismico: per la «Energas»
spunta un'altra criticità da risolvere

Rischio sismico: per la «Energas» spunta un'altra criticità da risolvere

di Annamaria Vitulano

MANFREDONIA - Tra i motivi addotti dai contrari alla realizzazione del megadeposito costiero di gpl a Manfredonia ad opera della Energas c’è anche la classificazione di questo territorio (ordinanza presidente del consiglio dei Ministri n. 3274/2003, aggiornata con delibera di giunta regionale della Puglia n. 153 del 2/3/2004) come zona sismica 2, ovvero come area in cui possono verificarsi terremoti abbastanza forti. «Questo è attestato da studi accreditati presso la comunità scientifica. Così come la subsidenza in atto nella zona dell’Ippocampo e i responsabili dell’Energas - dichiara il referente del Caons (un comitato di associazioni operanti nel sociale che si oppongono al progetto e ad altri interventi ritenuti dannosi per l’ambiente di Capitanata ma anche a favore della sua tutela), Matteo Starace - dovrebbero tener presente anche questo fatto.

La fragilità del nostro territorio è chiaramente documentata nel grafico inserito nello Studio impatto ambientale presentato nell’ottobre 1999 dall’allora società proponente Isosar, ora Energas. Come al solito, si progettano e si autorizzano opere senza tener debitamente conto delle peculiarità del territorio su cui si interviene, né della volontà dei cittadini, dell’ente comunale e del governo regionale interessati».

«Su tale controversa iniziativa imprenditoriale - sottolinea Starace - Manfredonia ha indetto un referendum cittadino che ha visto la partecipazione di quasi il 53% (circa 26mila elettori) degli aventi diritto con il seguente risultato: No 96,02% (24.613) - Si 3,98% (1.019). La zona su cui nascerà il deposito ha interesse archeologico e rappresenta uno degli ultimi ambiti significativi di habitat ad elevato interesse conservazionistico di specie gravemente minacciate a livello nazionale ed europeo tanto da essere classificato come zona Sic, Zps e Iba. Inoltre il tratto di mare in cui ci sarà la movimentazione di carico e scarico delle navi gasiere è a stretto confine con la zona Sin».

Alla vigilia della conferenza di servizi “decisoria” convocata al Ministero dello sviluppo economico il 13 aprile scorso (e poi rinviata per concedere all’amministrazione comunale la possibilità di produrre degli atti) il Caons, a nome della società civile e del mondo delle associazioni che rappresenta (ben 27 sodalizi culturali, sportivi ed ambientali), ha rivolto un appello al governatore Michele Emiliano, affinché la Regione facesse sentire in quella sede un «no chiaro, inequivocabile, forte e netto».

Ennesima puntata di una querelle che sta agitando la società civile di Manfredonia mentre continua il silenzio della «Energas».

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