Martedì 17 Luglio 2018 | 02:23

il caso

Addio Sanitaservice
arriva l'agenzia

La Regione: società unica per i servizi delle Asl. Ma le pulizie torneranno ai privati

Addio Sanitaservicearriva l'agenzia

BARI - Una unica società controllata dalla Regione accorperà le otto Sanitaservice delle Asl e delle aziende sanitarie, subentrando nella gran parte (ma non in tutti) dei servizi oggi «internalizzati» con il meccanismo dell’in-house, e fungendo da stazione appaltante per tutti gli altri. È questa la strategia per disinnescare un problema che riguarda quasi 5mila lavoratori, dopo che il Consiglio di Stato ha bocciato gli affidamenti diretti ritenendoli contrari alla disciplina sulla concorrenza.

I giudici amministrativi hanno sostanzialmente cancellato le linee guida regionali per le internalizzazioni, e hanno anche affermato che il meccanismo in-house non è necessariamente più conveniente rispetto al mercato: cade dunque l’alibi (e l’ombrello) che ha permesso alle Asl di evitare le gare d’appalto, legittimando in alcuni casi sacche di discrezionalità e clientelismo nascoste dietro il paravento della tutela dei lavoratori.

Da ottobre 2015, infatti, le Asl non procedono a nuovi affidamenti in-house, né possono rinnovare quelli in scadenza. La Regione, dopo aver studiato anche i riflessi della riforma Madia, ha pensato dunque all’accorpamento: la nascita di una nuova società strumentale (probabilmente nella forma di una agenzia) che si occuperà di fornire i servizi alle aziende sanitarie.

Con questa scelta, la stessa Regione potrà anche garantire la clausola sociale (assorbire cioè gli attuali dipendenti), cosa che in un eventuale ritorno al privato non sarebbe possibile. Tuttavia il problema si sposta ora sulle valutazioni di tipo economico: l’agenzia regionale potrà svolgere in proprio solo quei servizi per i quali verrà stabilita la convenienza a non rivolgersi al mercato.

La situazione in Puglia è infatti delle più variegate. La Sanitaservice di Brindisi ha 713 dipendenti (pulizie, ambiente, portierato, logistica ma anche riabilitazione psichiatrica), Taranto ne ha 872 (ausiliariato e pulizia), la Bat 275 (fanno anche data entry), Lecce 820 (hanno anche il Cup), Bari 800, il Policlinico di Bari 600 (ausiliariato, pulizie e call-center), Foggia 873 (gestisce anche il 118) e in passato ha fatto ricorso pure all’interinale.

Insomma, dal 2012 a oggi ciascuno ha fatto come ha voluto. Ed è infatti è successo di tutto, come dimostra il caso dell’Iva di Foggia: la Sanitaservice ha fatturato in esenzione, la Finanza ha emesso un verbale e il possibile «buco» per le casse della Asl (dal 2011 al 2016) potrebbe ammontare a 40 milioni. Sul risparmio dell’Iva, peraltro, si basava molta della presunta convenienza delle internalizzazioni inventate ai tempi di Nichi Vendola: la questione è stata ora demandata alla giustizia tributaria, ma non è un caso se tutte le altre Sanitaservice hanno sempre ritenuto le loro prestazioni soggette a Iva.

La prospettiva è, dunque, che non tutti gli attuali addetti (meglio: non tutti gli attuali servizi svolti in-house) verranno ereditati dalla nuova agenzia. Questo perché per una parte (ad esempio le pulizie, oggetto della sentenza del Consiglio di Stato su Brindisi) bisognerà quasi certamente affidarsi al mercato: in quel caso, l’agenzia farà le gare e imporrà l’assunzione del personale esistente. Per tutto il resto, si vedrà. Non è detto, infatti, che la nuova agenzia non possa essere usata per mettere ordine nel 118, oggi affidato quasi ovunque al (falso) volontariato, nonostante tutti gli addetti siano nei fatti dipendenti delle associazioni cui è demandata la gestione delle varie postazioni. E non è detto che per l’ausiliariato non si possa valutare la convenienza del meccanismo attuale. Il nuovo progetto di agenzia unica dovrebbe essere varato a maggio. Ma resta da capire quanti lavoratori dovranno tornare alle dipendenze dei privati.[m.s.]

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